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1 Storia della Croce Rossa · 25/09
Henri Dunant (1828–1910)
- Fondatore del Movimento di Croce Rossa.
- 1859 – Battaglia di Solferino.
- Il giornalista Baumberger ritrova Dunant ad Heiden.
- 10 aprile 1901 – primo Premio Nobel per la Pace.
Le tappe
| Data | Evento |
|---|---|
| 1859 | Battaglia di Solferino |
| 1863 | Primo Comitato, a Ginevra. A febbraio chiede la creazione di un emblema |
| 22 agosto 1864 | Prima Convenzione di Ginevra |
| 1919 | Lega delle Società di CR → oggi Federazione Internazionale |
| 1965 | Proclamazione dei 7 Principi Fondamentali (Vienna) |
| 8 dicembre 2005 | III Protocollo – Cristallo Rosso |
Gli emblemi
L'emblema nasce nel febbraio 1863, quando il Comitato dei Cinque chiede di crearne uno per identificare e quindi proteggere i volontari che prestano servizio ai feriti sui campi di battaglia: sono lì per aiutare, non per combattere.
- Croce Rossa su fondo bianco: inversione dei colori della bandiera svizzera, omaggio alla neutralità elvetica. Nessun significato religioso. Facilmente identificabile, e i fondatori del Comitato venivano dalla Svizzera.
- Mezzaluna Rossa: proposta dalla Turchia nel 1876, perché nei paesi islamici la croce richiamava le Crociate.
- Leone e Sole Rossi: richiesti dalla Persia nel 1923; non più in uso dal 1980 (l'Iran adottò la mezzaluna).
- Cristallo Rosso: 8 dicembre 2005, privo di riferimenti culturali o religiosi — accettabile da tutti (es. Israele). All'interno del cristallo si possono inserire gli emblemi anteriori al 1949.
Gli emblemi formalmente riconosciuti sono 4 (croce, mezzaluna, leone e sole, cristallo), ma quelli in uso sono 3: il leone e sole non è più utilizzato.
Intorno al 2000 Israele inizia a usare la Stella di Davide: per risolvere il problema nel 2005 si crea il Cristallo Rosso, che non richiama alcuna religione.
Per fondare una Società Nazionale bisogna adottare l'emblema e dichiarare quale si vuole usare.
- Il Movimento raggiunge 150 milioni di persone, con circa 14 milioni di volontari in 192 nazioni.
- Le Società Nazionali riconosciute sono circa 190.
- CRI: circa 150.000 volontari in Italia.
- Nel 2024 sono morti 32 operatori.
2 Diritto Internazionale Umanitario · 29/09
«I malati e i feriti saranno raccolti e curati a qualunque nazione appartengano» (art. 6 della Convenzione del 1864).
Che cos'è
Ramo del diritto internazionale pubblico che disciplina i conflitti armati. Ha due scopi fondamentali:
- proteggere le persone che non prendono parte, o non prendono più parte, alle ostilità;
- disciplinare i mezzi e i metodi di guerra.
| Jus ad bellum | Jus in bello |
|---|---|
| Diritto alla guerra: stabilisce quando si può usare la guerra | Diritto nella guerra: regola la guerra stessa, come si combatte (è l'oggetto del DIU) |
Due obblighi per gli Stati firmatari: diffondere il DIU e reprimere le violazioni.
Le radici
- Regole sulla guerra esistevano già al tempo dei babilonesi, ma non erano scritte.
- Rousseau: la guerra non è fatta dagli uomini ma dagli Stati; gli individui sono solo in mezzo. Quando un combattente si arrende smette di essere tale e torna a essere una persona: ci si deve fermare e non infierire.
- Codice Lieber: valeva solo per gli Stati Uniti; regolava le relazioni e il trattamento dei prigionieri dopo la guerra.
- Dunant, nel suo libro, ipotizza la creazione di una società di soccorso che porti aiuto ai feriti nei conflitti e chiede l'adozione di una Convenzione per la protezione dei feriti e di chi presta loro soccorso.
La Prima Convenzione (22 agosto 1864)
Qui nasce convenzionalmente il diritto internazionale umanitario. 10 articoli:
- obbligo di soccorrere feriti e malati, senza distinzioni;
- neutralità e inviolabilità del personale e dei trasporti sanitari;
- a questi si applica un segno distintivo e protettivo.
Come si è sviluppato
Il DIU si modifica dopo che gli avvenimenti sono accaduti: le regole arrivano a posteriori.
- La Prima Convenzione riguardava i combattimenti in campagna (su terra).
- 1914, Prima guerra mondiale: si combatte per terra, mare e aria e si usano i gas asfissianti. Non esisteva alcuna Convenzione sul loro uso né sul trattamento dei prigionieri di guerra.
- A fine conflitto le Convenzioni vengono riviste e nel 1929 si firmano la Convenzione per i feriti e i malati e la Convenzione per il trattamento dei prigionieri di guerra.
- Seconda guerra mondiale: erano in vigore le prime tre Convenzioni, che tutelavano feriti, naufraghi e prigionieri ma non i civili. A farne le spese furono proprio i civili (circa 10 civili per ogni soldato).
- Dopo la guerra ci si rende conto che la popolazione civile non aveva alcuna protezione: si riprendono le Convenzioni e si scrive ex novo la IV Convenzione, per la protezione dei civili in tempo di guerra.
Le 4 Convenzioni di Ginevra (12 agosto 1949)
| Oggetto | |
|---|---|
| I | Feriti e malati delle forze armate in campagna (terraferma) |
| II | Feriti, malati e naufraghi delle forze armate sul mare |
| III | Prigionieri di guerra: hanno diritti, dignità e diritto alla vita anche se non possono più combattere. Possono essere obbligati a un lavoro che non rechi danno al loro esercito |
| IV | Protezione delle persone civili in tempo di guerra |
La ratifica serve a farle entrare nell'ordinamento dello Stato: lo Stato emana una legge di attuazione che trasforma le norme internazionali in leggi nazionali. Senza, non si possono applicare.
I conflitti interni: l'articolo 3 comune
Le quattro Convenzioni disciplinano i conflitti internazionali. Per quelli nazionali c'è l'articolo 3 comune: una sorta di micro-convenzione all'interno della Convenzione.
I Protocolli aggiuntivi
Oggi la maggior parte dei conflitti è interna e non c'era una norma vera e propria: per questo nel 1977 arrivano i Protocolli.
- 8 giugno 1977 – I Protocollo: integra e ridefinisce quanto dicono le quattro Convenzioni, conflitti armati internazionali. Amplia la nozione (vi include le lotte contro dominazione coloniale, occupazione straniera e regimi razzisti), identifica meglio personale e corpo sanitario, protegge i civili, limita mezzi e metodi di combattimento, tutela ambiente naturale e beni culturali.
- 8 giugno 1977 – II Protocollo: conflitti armati non internazionali, interni a uno Stato.
- 8 dicembre 2005 – III Protocollo: Cristallo Rosso, emblema addizionale che si aggiunge e non sostituisce i precedenti.
Diffusione del DIU
- Gli Stati firmatari si obbligano a diffonderlo sia in tempo di pace sia di guerra, a civili e militari.
- Il compito di diffonderlo è della Croce Rossa.
Dalla Seconda guerra mondiale sono passati più di 80 anni senza un nuovo conflitto mondiale; prima ne erano bastati 20 per averne due.
Diritto dell'Aia e diritto di Ginevra
| Diritto dell'Aia | Diritto di Ginevra |
|---|---|
| Disciplina i limiti alla condotta delle ostilità: quali armi si possono usare | Si concentra sulla parte umana: la tutela delle persone |
I principi del DIU
Sanciti dalle Convenzioni. Non vanno confusi con i 7 Principi del Movimento.
| Principio | Significato |
|---|---|
| Umanità | Come trattare chi non partecipa ai conflitti; chi lo viola rischia un processo |
| Proporzionalità | Non si deve usare una violenza maggiore di quella necessaria per vincere la guerra (la stessa idea di Rousseau) |
| Limitazione | Limiti ai mezzi e ai metodi di guerra: niente perdite inutili né sofferenze eccessive |
| Distinzione | Gli attacchi vanno rivolti contro la popolazione militare e gli obiettivi militari, non contro la popolazione civile e i beni civili |
Beni culturali
- 4 maggio 1954 – Convenzione dell'Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, dopo la distruzione di diverse città e beni culturali. I beni sono riconosciuti tramite iscrizione al Registro internazionale dei beni culturali.
- Il segno che li protegge è lo scudo blu.
- 26 marzo 1999 – trattato autonomo sui beni culturali non ritrovati (vietati gli scavi archeologici per la ricerca di tesori).
Ambiente e armi
- 1972 – Convenzione sulla proibizione dello sviluppo e dello stoccaggio di armi batteriologiche e delle tossine.
- 10 dicembre 1976 – Convenzione EnMod: divieto di tecniche di modifica dell'ambiente naturale per scopi militari od ostili.
- Convenzione di Ottawa – bandisce le mine antiuomo.
Quando il DIU viene violato
- Prima si creavano tribunali ad hoc, come quello di Norimberga:
- 1993 – TPI per l'ex Jugoslavia
- 1994 – TPI per il Ruanda
- Oggi c'è un organismo fisso: la Corte Penale Internazionale (L'Aia). Nasce con il Trattato di Roma, 1998 (139 firmatari, 102 ratifiche) ed emette mandati di cattura.
Di che cosa si occupa
| Crimine | Che cos'è |
|---|---|
| Genocidio | Intento di distruggere, del tutto o in parte, un gruppo. Vale anche trasferire con la forza i bambini del gruppo in un altro gruppo |
| Crimini di guerra | Gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra (i crimini contro l'umanità commessi in tempo di guerra, ampliati e integrati): esperimenti biologici, attacchi contro beni civili e culturali, ignorare i principi, perfidia, dichiarare che «non ci sarà quartiere», scudi umani, affamare la popolazione civile, impedire l'intervento del personale sanitario, arruolare minori |
| Crimini contro l'umanità | Attacchi sistematici e diretti, commessi intenzionalmente nell'ambito di un attacco su larga scala contro una qualsiasi popolazione: omicidio, sterminio, stupro e violenza sessuale, persecuzione di gruppi per un qualsiasi motivo, sparizione forzata, apartheid, altri atti che causano intenzionalmente gravi danni |
| Crimine di aggressione | È il quarto crimine di competenza della Corte |
I TPI per l'ex Jugoslavia e il Ruanda avevano competenza su genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
3 Il Movimento, i 7 Principi e l'emblema
Le tre componenti
| Componente | Caratteristiche |
|---|---|
| CICR | Interviene quando c'è la guerra. Erede del Comitato dei Cinque, sede a Ginevra. Istituzione imparziale, neutrale e indipendente; ha personalità giuridica internazionale. |
| Federazione Internazionale | Insieme di tutte le Società Nazionali. Nata nel 1919 come Lega. |
| Società Nazionali | Una per ogni Paese (Principio di Unità). Fra queste la CRI. |
CICR, Federazione e Società Nazionali sono organismi indipendenti: ognuno ha il proprio Statuto e nessuno esercita autorità sugli altri.
- Promuove e custodisce il DIU; ne cura la diffusione.
- Protegge e assiste le vittime dei conflitti armati.
- È depositario dei Principi Fondamentali e riconosce le nuove Società Nazionali.
- Visita prigionieri di guerra e internati civili senza testimoni.
- Può agire come Potenza Protettrice / intermediario neutrale.
- Ha status di osservatore presso l'ONU; organo direttivo di 15–25 cittadini svizzeri per cooptazione.
- I delegati sono vincolati dal principio di confidenzialità.
Gli organi del Movimento
| Organo | Ogni | Chi partecipa |
|---|---|---|
| Conferenza Internazionale massima autorità | 4 anni | Società Nazionali + CICR + Federazione + Stati firmatari delle Convenzioni |
| Consiglio dei Delegati | 2 anni | Solo le componenti del Movimento (senza gli Stati) |
| Commissione Permanente | 2 volte l'anno | Componenti del Movimento |
I 7 Principi Fondamentali
Proclamati a Vienna nel 1965 (XX Conferenza Internazionale). Da allora, in ogni conferenza, i rappresentanti si alzano in piedi per la lettura solenne.
- Ognuno deriva dal precedente: vanno saputi a memoria e in ordine.
- Vanno adottati come stile di vita.
- Si mettono da parte le ideologie politiche e religiose: in divisa si rappresenta il Movimento, non sé stessi.
- Hanno carattere vincolante: chi non li rispetta non può restare nel Movimento.
| Principio | In sintesi |
|---|---|
| Umanità | Contiene il fondamento di tutti gli altri. Nasce dopo Solferino: soccorrere feriti e malati in campo nazionale e internazionale, prevenire e alleviare la sofferenza in ogni circostanza, proteggere vita e salute, far rispettare la persona umana, intervenire per mediare e ristabilire una pace duratura. Non si nega l'esistenza della guerra: si afferma che esistono leggi anche su di essa. Abilità: empatia, ascolto attivo |
| Imparzialità | Nessuna distinzione di nazionalità, razza, religione, condizione sociale o opinione politica. Una distinzione esiste, ma solo sulla base di emergenza e urgenza: si soccorre secondo la gravità del bisogno, come all'accesso al Pronto Soccorso. Abilità: comunicazione non violenta (la violenza genera violenza). Se la scena non è sicura non si interviene e si attendono le forze dell'ordine; l'aggressione a un soccorritore è un'aggravante. |
| Neutralità | Per conservare la fiducia di tutti, non si prende parte alle ostilità né alle controversie politiche, razziali, religiose, ideologiche: si mettono da parte le proprie idee. Abilità: comunicazione non violenta |
| Indipendenza | Le Società Nazionali sono ausiliarie dei poteri pubblici e soggette alle leggi del loro Paese, ma prima di tutto fanno capo ai Principi e allo Statuto: se una proposta di legge va contro non la si rispetta. Si mantiene l'autonomia per decidere senza interferenze. Abilità: assenza di pregiudizi, non giudicare |
| Volontariato (volontarietà) | Si entra volontariamente, senza aspettarsi di essere pagati né ringraziati. Nessuno scopo di lucro: il denaro si reinveste per le persone che ne hanno bisogno. |
| Unità | Una sola Società per Paese. Devono essere ammessi tutti, senza distinzione (fermo restando che non abbiano compiuto determinati reati) e deve raggiungere tutto il territorio: è il motivo per cui esiste un organigramma. |
| Universalità | La Federazione è nata per rispettare questo principio, riunendo le Società Nazionali. Tutte hanno uguali diritti e ogni persona è sullo stesso piano (siamo tutti volontari, ci si dà del tu); c'è il dovere di aiutarsi reciprocamente e si può operare in qualunque Società Nazionale. |
- Principi sostanziali: Umanità e Imparzialità
- da cui derivano i principi strumentali: Neutralità e Indipendenza
- da cui derivano i principi organizzativi: Volontariato, Unità, Universalità
L'emblema e il suo uso
L'emblema è un simbolo, qualcosa che identifica una persona o un oggetto. Quelli riconosciuti dalla Convenzione di Ginevra servono a identificare (si è lì per aiutare, non per combattere) e quindi a proteggere.
| Uso protettivo | Uso indicativo |
|---|---|
| Emblema «puro»: nessuna scritta, nessuna identificazione della Società Nazionale; solo croce, mezzaluna o leone e sole su fondo bianco, il più grande possibile. Si usa solo in caso di conflitto armato. Lo usano: il servizio sanitario delle forze armate, la Società Nazionale (i soccorritori in guerra) e gli ospedali civili, se autorizzati. Sui mezzi va messo su tutti i lati. |
È il logotipo: si usa in tempo di pace e rappresenta il legame con il Movimento internazionale. È definito dal regolamento (grandezza, proporzioni, posizione della scritta...): se non sono corretti è uso improprio dell'emblema. |
- Il personale adibito permanentemente o temporaneamente a mansioni sanitarie porta un bracciale (grandezza e proporzioni sono diverse).
- Non si porta una toppa con i tre emblemi: siamo membri del Movimento. Solo i membri della Federazione possono metterli tutti insieme.
Gli abusi
Tutto ciò che non è autorizzato dalle Convenzioni di Ginevra e dai Protocolli aggiuntivi è:
- Imitazione: forma e/o colore che possono causare confusione.
- Usurpazione o uso improprio: usato da chi non ne ha diritto secondo le normative, senza l'autorizzazione e il permesso specifico della Convenzione di Ginevra.
- Perfidia (nei casi più gravi): è un crimine di guerra. Accade se, nell'ambito di un conflitto armato, l'emblema è usato per ingannare il nemico e ne deriva la morte o il ferimento di qualcuno.
Agenzia Centrale delle Ricerche
- Raccoglie e trasmette notizie (Messaggi di Croce Rossa)
- Svolge indagini sulle persone scomparse
- Favorisce il ricongiungimento dei nuclei famigliari
- Rilascia certificati di prigionia, di morte, documenti di viaggio
- Costituita in uno Stato indipendente firmatario delle Convenzioni di Ginevra
- Unica nel territorio nazionale, con organismo centrale che la rappresenta
- Riconosciuta dal Governo come società di soccorso volontario ausiliaria dei pubblici poteri
- Statuto autonomo che le consenta di agire secondo i Principi
- Uso del nome e dell'emblema secondo le Convenzioni; deve dichiarare quale emblema intende usare
- Organizzazione idonea ai compiti statutari, preparata fin dal tempo di pace
- Attività sull'intero territorio dello Stato
- Reclutamento senza distinzioni di razza, sesso, classe, religione, opinione politica
- Adesione agli Statuti del Movimento e collaborazione con tutte le componenti
- Rispetto dei Principi Fondamentali e ispirazione ai principi del DIU
4 Strategia 2030 · 02/10
I 7 Obiettivi Strategici della CRI
| Obiettivo | Idea chiave |
|---|---|
| 1. Organizzazione | L'organizzazione è un organismo in un ecosistema: flessibilità, dinamismo, adattamento, sinergia interna, ricettività. Sostenere i Comitati, comunicazione interna, Laboratorio dell'innovazione, sostenibilità finanziaria. |
| 2. Volontari | Etica della responsabilità: consapevolezza, motivazione, partecipazione. Volontariato = modello di vita. Formazione, nuovi modelli di volontariato (online/a progetto), investire nei giovani, formare leader e manager. |
| 3. Principi e Valori | Al centro il principio di Umanità. Diffondere Principi, Valori Umanitari e DIU. Diplomazia Umanitaria, lavoro con Università ed esperti, educazione umanitaria. |
| 4. Salute | Curare (assistenza) non basta: serve aver cura, dare gli strumenti perché le persone proteggano la propria vita in autonomia. Assistenza di base, corsi di primo soccorso per tutte le età, cultura della prevenzione. |
| 5. Inclusione sociale | Vulnerabilità crescenti → solitudine ed emarginazione. Rendere più «orizzontale» la relazione tra CRI e persone vulnerabili; assistenza personalizzata, innovazione sociale. |
| 6. Emergenze | Cambio di paradigma: dalla gestione delle crisi alla gestione dei rischi. Sistemi di allerta innovativi, analisi del rischio sul territorio, formazione permanente. |
| 7. Cooperazione | Agenda umanitaria globale: insieme globale e locale. Cooperazione con le altre Società Nazionali, volontari in missioni all'estero, dialogo con Organizzazioni Internazionali ed enti locali. |
3 Obiettivi globali: 1) prevedere, sopravvivere e riprendersi dalle crisi; 2) vite sicure e salutari con dignità; 3) mobilitarsi per il bene nelle comunità.
5 Sfide globali: cambiamento climatico e crisi ambientale · crisi e disastri in evoluzione · salute equa · migrazione e identità · valori, potere e inclusione.
7 Trasformatori: Società Nazionali forti · volontari e giovani al centro · rete ben distribuita · fiducia e responsabilità · influenzare l'azione umanitaria · trasformazione digitale · finanziamenti per il futuro.
Strategia verso i giovani – 3 direzioni: Educazione, Partecipazione, Innovazione.
- CRI fondata il 15 giugno 1864; oggi Associazione della Croce Rossa Italiana – ODV, persona giuridica di diritto privato, iscritta al RUNTS.
- È posta sotto l'alto Patronato del Presidente della Repubblica; sede a Roma.
- Emblema CRI: croce rossa su fondo bianco tra due cerchi concentrici con la scritta «Convenzione di Ginevra 22 agosto 1864».
- Celebrazioni: 8 maggio giornata mondiale della Croce Rossa; 15 giugno anniversario della fondazione; fiaccolata da Solferino a Castiglione delle Stiviere.
- Articolazione: Comitati (locali, con personalità giuridica) → Comitati Regionali → Comitato Nazionale.
- Organismi ausiliari delle Forze Armate: Corpo militare volontario e Corpo delle Infermiere Volontarie.
- Giovani CRI: soci volontari da 14 a 31 anni.
- Diventa socio chi frequenta il corso di formazione, aderisce ai Principi, sottoscrive il Codice Etico e versa la quota.
- Elettorato attivo e passivo: iscritti da almeno 3 mesi e in regola con la quota (passivo anche maggiorenni).
- Provvedimenti disciplinari: richiamo, ammonizione scritta, sospensione (max 6 mesi), radiazione.
5 Introduzione al Primo Soccorso · 06/10
| Termine | Definizione |
|---|---|
| Primo soccorso | Aiuto che ogni cittadino può dare per evitare l'aggravamento delle condizioni di un infortunato |
| Pronto soccorso | Prime cure prestate da personale qualificato, con apparecchiature, strumenti e farmaci |
| Urgenza | Immediato pericolo di vita: esiste il fattore tempo |
| Gravità | Condizione grave senza immediato pericolo di vita |
Interpreti: il primo soccorritore (cittadino), l'infortunato, i soccorritori qualificati.
La sospetta frattura di colonna è gravissima ma può attendere: meglio non muovere e attendere con calma il Soccorso qualificato.
Cosa NON fare
- Non muovere l'infortunato
- Non trasportarlo con manovre o mezzi inadeguati
- Non dare da bere (mai alcolici)
Cosa fare — la sequenza
- Valutare la scena e l'autoprotezione
- Allontanare i curiosi
- Valutare natura e dinamica dell'evento (traumatica, medica, di altra natura)
- Esame dell'infortunato: controllo primario (funzioni vitali) → controllo secondario (ispezione accurata) → soccorso psicologico
- Chiamare il 112
- Praticare i gesti di Primo Soccorso
- Completamento dell'assistenza
115 = Vigili del Fuoco (soccorso tecnico).
Elementi per una corretta chiamata
- Dinamica dell'intervento (traumatico, medico, di altra natura)
- Numero di infortunati
- Funzioni vitali dell'infortunato
- Luogo dell'evento
- Eventuali pericoli ambientali
- Manovre di primo soccorso già effettuate
Due regole pratiche
- Epistassi: testa inclinata in avanti, comprimere la narice che sanguina, impacchi freddi su naso e fronte.
- Ustioni: acqua corrente fresca.
Aspetti legali del soccorso
- Omissione di soccorso: non sei obbligato a fare manovre, ma sei obbligato a chiamare.
- Stato di necessità: non è punibile chi ha commesso il fatto perché costretto dalla necessità.
- Defibrillatori: nessuno è punibile per l'utilizzo giustificato del defibrillatore.
- Costituzione: nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
- TSO: Trattamento Sanitario Obbligatorio, sottoscritto da un medico e da un delegato del sindaco.
- ASO: Accertamento Sanitario Obbligatorio — il soccorritore chiede l'automedica per valutare se la persona necessiti dell'ospedale.
6 Funzioni vitali, BLS e RCP · 09/10
Le funzioni vitali
| Funzione | Organo |
|---|---|
| Coscienza | Cervello (funzione nervosa) |
| Respiro | Polmoni (funzione respiratoria) |
| Circolo | Cuore (funzione cardio-circolatoria) |
Stato di coscienza: capacità di rispondere agli stimoli (verbali o tattili) in modo volontario.
Esame dell'infortunato
- Valutare la coscienza — inginocchiarsi a fianco, scuotere delicatamente per le spalle e chiedere «Signore/a mi sente? Come va?»
- Cosciente → respira e il cuore batte: si passa al controllo secondario.
- Incosciente → chiamare subito aiuto / il 112. Nell'incoscienza si rilassano tutti i muscoli: attenzione alla caduta della lingua e alla glottide.
- Valutare il respiro: osservare il movimento del torace, appoggiarvi una mano, ascoltare rumori e rantoli respiratori.
Incosciente che respira → PLS
- il materiale presente in bocca può fuoriuscire;
- il capo resta esteso, la lingua si retrae e l'aria passa;
- il corpo è stabile e non rotola.
Donna in avanzato stato di gravidanza: PLS sul fianco sinistro (sul destro si ostacola il ritorno venoso attraverso la vena cava).
La PLS è indicata per malori o traumatismi modesti: NON per gravi traumatizzati.
- Non mettere mai un incosciente seduto (la testa cade in avanti e non respira bene)
- Non lasciare un incosciente supino e abbandonato a se stesso
- Non dare mai da bere a un incosciente
- Non provocare mai il vomito a un incosciente
La catena della sopravvivenza
| Adulto — 4 anelli | Pediatrico |
|---|---|
|
|
I primi 3 anelli sono di competenza del primo soccorritore; il 4° del Soccorso Avanzato.
BLS — Basic Life Support
Metodo ABC
| Inglese | In pratica | |
|---|---|---|
| A | Airway | Apertura delle vie aeree — controllo della facoltà di risposta e pervietà |
| B | Breathing | Controllo della respirazione |
| C | Circulation | RCP in assenza di respiro o di respiro normale |
Rianimazione Cardio-Polmonare
- Senza ossigeno il cervello subisce lesioni irreversibili dopo 4–7 minuti; la morte cerebrale si completa entro 8–10 minuti.
- Frequenza compressioni: 100–120 al minuto.
- Profondità adulto: almeno 5 cm.
- Rapporto: 30 compressioni / 2 ventilazioni.
- Punto di compressione: metà inferiore dello sterno, centro del torace; calcagno della mano, braccia tese, spalle perpendicolari.
RCP con sole compressioni: se il soccorritore laico non sa o non vuole ventilare, esegue solo le compressioni, continue, a 100 al minuto.
Ventilazioni
- Bocca a bocca · bocca a naso · bocca a bocca-naso (lattante: si coprono bocca e naso insieme)
- Estendere il capo, sollevare il mento, chiudere il naso, soffiare per circa 1 secondo finché il torace si solleva
- Se la prima ventilazione è inefficace: controllare la bocca, riposizionare il capo, non più di 2 tentativi prima di tornare alle compressioni
Particolarità pediatriche
| Lattante (< 1 anno) | Bambino (1 anno → pubertà) | |
|---|---|---|
| Tecnica | 2 dita | 1 mano |
| Punto | Terzo inferiore dello sterno, sotto la linea fra i capezzoli | Terzo inferiore dello sterno |
| Profondità | ~1/3 del torace | 3–4 cm (~1/3) |
| Ventilazione | Bocca-bocca/naso | Bocca a bocca |
| Ritmo | 30:2 per il soccorritore inesperto (15:2 se qualificato) | |
Lo stesso schema vale per annegamento, trauma, intossicazione, ostruzione — cioè ogni arresto di origine asfittica, anche nell'adulto.
Se il bambino è molto robusto o ha più di 8 anni, si usano le manovre dell'adulto.
Quando interrompere
- Quando la vittima manifesta segni di ripresa (respira normalmente)
- All'arrivo del soccorso qualificato
- Quando il soccorritore è esausto
- Quando richiesto dal defibrillatore, in caso di utilizzo
Richiami di anatomia
Apparato respiratorio: vie aeree superiori (naso, faringe) e inferiori (laringe, trachea, bronchi, polmoni). L'epiglottide impedisce il passaggio di cibo nelle vie aeree; nell'incoscienza si rilascia. Bronco destro → 3 rami (polmone trilobato), sinistro → 2 rami (bilobato).
La cellula: nucleo (DNA), citoplasma, ribosomi, mitocondri. Cellula → tessuto → organo → apparato.
| Aria inspirata | Aria espirata | |
|---|---|---|
| Ossigeno | 21% | 16% |
| Anidride carbonica | 0,03% | 4,3% |
| Azoto e gas nobili | 78–79% | 79% |
Atti respiratori a riposo: 12–16 al minuto nell'adulto, 30–40 nel bambino piccolo.
Centro di regolazione: il bulbo rachidiano (midollo allungato).
Triangolo della vita: polmoni – encefalo – cuore; una lesione in uno si ripercuote subito sugli altri.
Il sangue: parte liquida plasma (55%), parte corpuscolata (45%) = globuli rossi, globuli bianchi, piastrine. L'ossigeno si fissa sull'emoglobina contenuta nei globuli rossi.
Funzioni del sangue: respiratoria, nutritiva, escretoria, termoregolatrice, omeostatica, difensiva, regolatrice, coagulativa.
Cuore: 4 cavità (2 atri, 2 ventricoli); sistole = contrazione, diastole = decontrazione.
Arterie portano il sangue in uscita dal cuore, vene lo riportano al cuore.
Grande circolazione: cuore → tessuti → cuore. Piccola circolazione: cuore → polmoni → cuore.
7 Arresto respiratorio e ostruzione · 13/10
Cause di arresto respiratorio
1. L'aria non arriva ai polmoni
- Ostacolo: caduta della lingua nell'incosciente supino, corpo estraneo, rigurgito, terra (frane), neve (valanghe), acqua (annegamento), impiccagione, strangolamento
- Paralisi dei muscoli respiratori: folgorazione, farmaci (sedativi, ansiolitici, sonniferi, ipnotici), alcol, droghe, traumi cranici, lesioni vertebro-midollari del tratto cervicale, tetano, poliomielite
- Compressione toraco-addominale esterna: schiacciamenti da frane, terremoti, incidenti, infortuni sul lavoro
- Traumi al torace
2. L'aria arriva ma è alterata
- Carente di ossigeno (alta quota)
- Troppo ricca di anidride carbonica: spazi confinati, cantine con mosto d'uva, silos di foraggi
- Presenza di gas tossici: monossido di carbonio, gas domestico, cianuri, prodotti industriali
3. Arresto cardiaco
Primo soccorso: autoprotezione, allontanare il soggetto, chiamare il 112, RCP se necessario. Non basta la RCP: serve ossigeno ad altissima concentrazione somministrato dal soccorso qualificato.
Entrare trattenendo il respiro, aprire le finestre, uscire, rientrare e trascinare fuori la vittima; chiudere la sorgente di gas.
Ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo
| Parziale / incompleta | Totale / completa |
|---|---|
| Difficoltà respiratoria · tosse · sibili. Il soggetto è cosciente e riesce a respirare. → INCORAGGIARE A TOSSIRE, non intervenire |
Non riesce a parlare, respirare né tossire · mani alla gola (segno universale) · rapida cianosi · possibile perdita di coscienza → MANOVRE DI DISOSTRUZIONE |
Adulto cosciente
- Fino a 5 colpi dorsali (interscapolari): soccorritore di fianco e un po' dietro, una mano sul torace, il soggetto proteso in avanti.
- Se inefficaci, fino a 5 compressioni addominali — manovra di Heimlich:
- alle spalle dell'infortunato, circondandolo con le braccia;
- una mano a pugno con il pollice all'interno, posizionata tra l'estremità dello sterno e l'ombelico («bocca dello stomaco»);
- si afferra il pugno con l'altra mano e si comprime verso l'interno e verso l'alto;
- ogni spinta è separata e distinta, veloce ed elastica.
- Si alternano 5 colpi e 5 compressioni fino all'espulsione, all'arrivo dei soccorritori o alla perdita di coscienza.
Adulto non cosciente
- Adagiare a terra, allertare il 112
- 30 compressioni toraciche (favoriscono di per sé l'espulsione)
- Tentare 2 insufflazioni: se il torace non si solleva, controllare il cavo orale, rimuovere corpi estranei visibili, riposizionare il capo
- Proseguire 30:2 fino all'arrivo dei soccorsi, alla ripresa del respiro o all'esaurimento
Lattante cosciente (< 1 anno)
- Far chiamare subito il 112
- Fino a 5 colpi dorsali: il piccolo prono sull'avambraccio, testa più bassa del torace, mandibola sostenuta con 2 dita
- Fino a 5 compressioni toraciche: supino, testa in basso, 2 dita sulla parte inferiore dello sterno, un dito sopra il processo xifoideo
- Alternare fino a espulsione, arrivo dei soccorsi o perdita di coscienza
Bambino cosciente (1 anno → pubertà)
- Chiamare il 112
- 5 colpi dorsali
- Se inefficaci, manovra di Heimlich come per l'adulto (compressioni sottodiaframmatiche), a bambino in piedi
- Alternare fino a espulsione o perdita di coscienza
Lattante / bambino NON cosciente
- Chiamare il 112, posizionare su un piano rigido
- Rimuovere il corpo estraneo solo se affiora dalla bocca
- Iniziare la RCP con 5 insufflazioni, poi proseguire 30:2
- Se il soccorritore è solo: 1 minuto di RCP e poi chiama il 112
Situazioni particolari
Annegamento
- Autoprotezione: non buttarsi in acqua; munirsi di un galleggiante
- Chiamare il 112, verificare le modalità dell'evento
- Portare la vittima fuori dall'acqua (il massaggio si fa solo su piano rigido)
- NON perdere tempo a far uscire l'acqua dalle vie aeree — la manovra di Heimlich serve solo per materiale solido
- Incosciente che respira → PLS; incosciente che non respira → RCP iniziando con 5 insufflazioni
- Se il soccorritore è solo: 1 minuto di RCP prima di chiamare
Attenzione: un tuffo in acqua bassa può dare traumi gravissimi — trattare come traumatizzato.
Folgorazione
- Agire sempre in sicurezza: staccare la corrente, mai toccare l'infortunato in contatto con un conduttore
- Spostarlo con un bastone o tavoletta di legno (acqua e metalli sono conduttori)
- Alta tensione: NON avvicinarsi mai se la corrente non è stata staccata — retrocedere e dare l'allarme
- Effetti: calorico, muscolo-scheletrico, nervoso, cardio-circolatorio
- Incosciente che respira → PLS; che non respira → RCP
Intossicazione acuta da farmaci
- Informarsi su sostanza, quantità e tempo trascorso dall'ingestione
- Allertare il 112
- Se ben cosciente: farlo muovere, favorire il vomito con prudenza (nel dubbio non provocarlo)
- Se incosciente: NON provocare il vomito; PLS se respira, RCP se non respira
- Raccogliere un campione di vomito / urina e il contenitore del farmaco e consegnarli ai sanitari
Mai provocare il vomito negli avvelenamenti da sostanze caustiche (acidi, soda, candeggina).
Intossicazione da gas tossici
- Allertare il 112
- Entrare trattenendo il respiro e favorire il ricambio d'aria
- Uscire all'aperto e riprendere fiato
- Rientrare e trascinare fuori l'infortunato
- PLS se respira, RCP se non respira
8 Emorragie
Classificazione per vaso
- Arteriosa: il sangue schizza a zampilli intermittenti, rosso vivo
- Venosa e mista: il sangue cola con flusso lento e continuo, rosso scuro
- Capillare
Classificazione per sede
- Esterne: il sangue si vede uscire attraverso una ferita
- Interne: il sangue non si vede, resta in una cavità o si infiltra nei tessuti
- Esteriorizzate: il sangue esce all'interno ma viene emesso da un orifizio naturale
Le esteriorizzate
| Nome | Sede e significato |
|---|---|
| Otorragia | Orecchio. Dopo un trauma fa sospettare frattura della base cranica. Non muovere, non tamponare, non contrastare la fuoriuscita |
| Rinorragia | Naso, ma il sangue proviene dall'interno della cavità cranica; spesso dopo trauma cranico, abbinata a otorragia. Non tamponare |
| Epistassi | Il comune «sangue dal naso». Comprimere la narice, testa in avanti, impacchi freddi |
| Emottisi / Emoftoe | Bocca, sangue proveniente dall'apparato respiratorio, espulso con la tosse: rosso e schiumoso |
| Ematemesi | Bocca, sangue dall'apparato digerente emesso col vomito. Rosso vivo (varice esofagea) o marrone scuro se digerito (ulcera) |
| Rettorragia | Ano, sangue rosso vivo a striature sulle feci (polipo, emorroidi) |
| Melena | Ano, sangue digerito: nero come la pece, consistenza di fondi di caffè, odore fetido. Proviene da parti alte del tubo digerente |
| Ematuria | Sangue misto alle urine |
| Metrorragia | Vagina, fuori dal periodo mestruale. Non introdurre tamponi in vagina; tamponamento esterno, ghiaccio sul basso ventre (non più di 20 minuti) |
Le interne
- Ecchimosi: elementi sanguigni diffusi sotto pelle (il comune livido)
- Ematoma: raccolta di sangue nei tessuti molli
- Trattamento: ghiaccio nelle prime 12–24 ore per arrestare il versamento; dopo, caldo per favorire il riassorbimento
- Perdita di sangue in cavità: gravissima, non si vede (rottura di milza o rene, frattura di femore, ulcera perforata)
Primo soccorso — emorragie esterne
- Compressione diretta sul punto di fuoriuscita: prima manuale, poi tampone di garza e bendaggio compressivo (il nodo preme sul punto di lesione)
- Sollevare la parte ferita, se non vi è frattura
- Applicazioni fredde
- Calma e tranquillità: l'agitazione aumenta le pulsazioni e quindi l'emorragia
- NON somministrare alcolici — dilatano i vasi
- Se necessario, portare in ospedale
- Emorragie delle parti ALTE del corpo → posizione semiseduta
- Emorragie delle parti BASSE del corpo → posizione orizzontale con gambe sollevate
Emorragie interne gravi
Segni e sintomi (sono quelli dello shock)
- Cosciente o incosciente; prima molto agitato, poi torpido e sonnolento
- Pallore estremo, cianosi alle estremità e alle labbra, pelle fredda e umida, sudore freddo
- Brividi, tremori; ha freddo e ha sete
- Polso piccolo e frequente; respiro rapido e superficiale
Cosa fare
- Allertare il 112
- Posizione antishock: a terra con arti inferiori sollevati
- Favorire la respirazione, coprire l'infortunato (ma non troppo, non deve sudare)
- Non somministrare liquidi (no alcol, no caffè, no stimolanti)
- Non applicare fonti di calore (borse d'acqua calda, termofori)
- Soccorso psicologico; controllo delle funzioni vitali
Emorragie gravi / gravissime
- Autoprotezione · allertare il 112 · tranquillizzare il ferito
- Posizione antishock
- Compressione a distanza, a monte della ferita: femorale, carotide, succlavia, ascellare, omerale
- Ghiaccio sulla ferita
- ECCEZIONALMENTE laccio emostatico
- Niente alcolici; controllo delle funzioni vitali
Laccio emostatico
| Sì | No |
|---|---|
| Strisce o cinture di stoffa, cravatta, foulard — a nastro piatto e largo | Spaghi, cordoni, fili di ferro, calze di nylon, materiali penetranti |
- È molto rischioso: prima si tenta sempre la compressione diretta e quella a distanza. Si usa solo in casi estremi e solo per gli arti.
- Dove: a monte della ferita, tra la ferita e il cuore, sempre sopra il gomito e sopra il ginocchio.
- Segnare l'ora esatta di applicazione in modo visibile.
9 Lesioni della cute e ferite
Funzioni: impenetrabilità ai germi se integra · impermeabilità · protezione da agenti fisici e climatici · termoregolazione · regolazione delle perdite d'acqua · depurazione · sensibilità.
Ferita = interruzione della continuità della cute.
Complicanze delle ferite
- Emorragia
- Infezione (germi piogeni e bacillo del tetano)
- Lesioni ad organi interni
- Shock
Tipi di ferite
- Abrasione: lesione superficiale da corpo tagliente
- Escoriazione: lesione superficiale da corpo contundente irregolare, ruvido
- Da punta (anche punture di spine) · da taglio (margini netti) · da punta e taglio
- Lacera (margini irregolari) · lacero-contusa (margini irregolari e contusi)
- Da arma da fuoco
Ferite superficiali
- Autoprotezione; lavarsi bene le mani
- Far sanguinare la ferita sotto acqua corrente
- Lavare con acqua e sapone, completare con acqua ossigenata
- Per la pulizia usare sempre garza
- Rimuovere solo corpi estranei di piccole dimensioni
- Disinfettare i margini con disinfettante incolore
- Tamponare l'emorragia con compressione diretta
- Coprire con garza sterile fissata tutt'intorno dal cerotto, oppure con tubolare di rete
Ferite gravi
- Mettere a nudo la ferita tagliando gli abiti
- Arrestare l'emorragia; proteggere con garza e telo sterile
- NON estrarre mai corpi estranei: circondare l'oggetto infisso con un telino a «ciambella», o affiancare due confezioni di ghiaccio istantaneo
- Prevenire lo shock; allertare il 112
Ferita al torace: se mette in comunicazione l'esterno con il cavo pleurico (ferita «soffiante») porta al pneumotorace. Cosciente → semiseduta sul lato leso; incosciente → PLS sul lato leso.
Ferita all'addome: se c'è eviscerazione non toccare e non coprire con garza o teli (si incollerebbero all'ansa intestinale): usare un oggetto concavo (tazza, bacinella, piatto rovesciato). Sollevare un po' gli arti inferiori; non dare nulla da bere.
Amputazione
Sull'infortunato
- Arrestare l'emorragia: per le grosse amputazioni preferire la compressione diretta al laccio; per le dita, fasciatura compressiva
- Coprire il punto di amputazione con garza umida e telo pulito
- Trasporto in Pronto Soccorso
Sul segmento amputato
- Sciacquare rapidamente solo se molto sporco — mai alcol, iodio o disinfettanti alcolici
- Avvolgere in un telino umido e inserire in un sacchetto di plastica chiuso ermeticamente
- Mettere il sacchetto in un secondo contenitore con acqua e ghiaccio
- Consegnarlo al personale sanitario per un Centro di Microchirurgia
Patereccio (ascesso intorno al dito): bagni in acqua calda e sale. Foruncolo: non schiacciarlo mai.
Tetano
Infezione dovuta alla penetrazione nella ferita di un bacillo anaerobio e sporigeno. Le spore resistono nell'ambiente esterno: terra, letame, sporcizia, polvere, ruggine. Entrate nella ferita, il germe si sviluppa ed emette tossine che attaccano il sistema nervoso.
- Incubazione: da 2–3 giorni fino a 20–30 e oltre
- Sintomi: febbre elevata, irrigidimento dei muscoli facciali, inchiodamento della mandibola, contrazioni dolorosissime che si estendono al tronco; rischio di morte per asfissia
Immunità, vaccinazione e sieroprofilassi
Gli esseri viventi sono formati da proteine: quelle proprie sono SELF, quelle di altri organismi sono NON SELF (antigeni) e inducono la produzione di anticorpi.
| Vaccinazione | Sieroprofilassi | |
|---|---|---|
| Immunità | Attiva: l'organismo produce i propri anticorpi | Passiva: riceve anticorpi già pronti |
| Cosa si introduce | Germi attenuati o uccisi, o le loro tossine (antigeni) | Siero da sangue di individui già vaccinati |
| Effetto | Non immediato ma duraturo | Immediato ma breve (15–20 giorni) |
| Significato | Preventivo | Non preventivo: solo per ferite sospette in non vaccinati |
10 Lesioni da caldo e da freddo · 16/10
Ustioni — tipi
- Termiche: calore secco (fuoco, elettricità) o umido (acqua, vapore bollente, olio)
- Da radiazioni · elettriche · chimiche (causticazioni, da acidi e basi forti)
Profondità
| Grado | Lesione | Note |
|---|---|---|
| I | Eritema — arrossamento dello strato più superficiale | Tipico l'eritema solare |
| II | Flittene (vescicole) — strati più profondi, trasudato plasmatico | Se si rompono c'è rischio di infezione |
| III | Necrosi della pelle a tutto spessore | Interessati gli strati sottostanti; perdita di sensibilità |
Estensione — regola del 9%
| Distretto | % |
|---|---|
| Testa | 9% |
| Tronco anteriore / posteriore | 18% + 18% |
| Arto superiore (ciascuno) | 9% |
| Arto inferiore (ciascuno) | 18% |
Ustioni oltre il 30% della superficie corporea sono molto gravi in un bambino; oltre il 60% possono essere mortali nell'adulto.
Altri fattori: età (< 5 anni o > 60 anni), malattie preesistenti, indumenti sintetici, sede (collo, volto, articolazioni, orifizi), tipo di agente, durata del contatto.
Complicanze: infezioni (anche tetano), shock, blocco renale.
Ustioni semplici
- Raffreddare con acqua corrente fresca per almeno 10 minuti
- Se possibile sfilare subito anelli, orologi, braccialetti
- NON forare le bolle integre
- Coprire con garza e tubolare di rete
- Se le bolle si rompono, trattare come ferite
- Accompagnare in PS se estese e numerose
Ustioni gravi
- Allertare il 112, segnalando agente ustionante, grado ed estensione, e dati del soggetto
- Raffreddare con acqua corrente fresca (10–15 minuti, nei primi 15–20 minuti dall'evento)
- NON rimuovere gli abiti se ci sono stati fuoco vivo e tessuti «incollati»; rimuovere solo gli strati esterni se liquido bollente
- Coprire con garze e telo pulitissimo / lenzuolo asciutto
- Misure antishock
- Controllo delle funzioni vitali
- Per il grande ustionato in attesa di trasporto si consiglia di far bere acqua con un po' di sale — a differenza della regola generale «non dare da bere», che resta valida per l'incosciente e per i traumi addominali.
- Abiti in fiamme: impedire al soggetto di correre, soffocare le fiamme avvolgendolo in una coperta o facendolo rotolare al suolo. Mai acqua su petrolio, benzina, alcol.
- Causticazioni: lavare abbondantemente con getto violento di acqua corrente per almeno 10 minuti, sfilando gli indumenti contaminati mentre si sciacqua.
Congelamenti
Lesione locale da freddo: colpisce soprattutto le estremità (mani, piedi, naso, orecchie).
Fattori favorenti
- Freddo umido · immobilità prolungata · posizione eretta
- Digiuno · fatica · ubriachezza
- Scarpe e abiti stretti
Segni e sintomi
- Parte pallida/bianca che tende al bluastro
- Intorpidimento e formicolio, rigidità, mobilità diminuita
- Dolore iniziale, poi insensibilità
- Flittene scure → necrosi nei casi più gravi
Primo soccorso
- Portare al riparo; allentare indumenti e scarpe, togliere anelli e orologi, sostituire gli indumenti bagnati
- Riscaldare con il calore del proprio corpo (sotto le ascelle, fra le cosce); coperte per tutto il corpo
- Non avvicinare a fonti di calore diretto, non portare di colpo in ambiente caldo
- Non frizionare direttamente la parte se il congelamento è grave. Il massaggio si fa solo nel congelamento superficiale, partendo da una zona più lontana e procedendo dal basso verso l'alto, in direzione del cuore
- Bevande calde molto zuccherate — no alcolici
- Allertare il Soccorso qualificato
11 Shock
Tipi di shock
| Meccanismo | Tipo | Cause |
|---|---|---|
| Diminuzione del volume dei liquidi | Ipovolemico | Emorragie imponenti, ustioni gravi ed estese, vomito, diarrea, sudorazione profusa, abuso di diuretici |
| Vasodilatazione volume invariato, calibro aumentato | Neurogeno | Traumi del tronco encefalico e del midollo spinale, alcuni farmaci, dolore fisico intenso e prolungato |
| Anafilattico | Allergie: medicinali, sieri, punture d'insetti. Può arrivare all'edema della glottide | |
| Settico | Gravi malattie infettive | |
| Diminuzione della capacità del cuore | Cardiogeno | Patologie cardiache (miocarditi, lesioni, valvulopatie), ostruzione acuta del circolo (embolia polmonare), folgorazione |
Segni e sintomi
- Pallore intenso · cianosi alle estremità e alle labbra
- Pelle fredda e umida, sudore freddo · brividi, tremore
- Polso debole e frequente · respiro superficiale e affannoso
- Nausea, vomito, sete
- Diminuzione o blocco della funzione urinaria
- Cosciente o incosciente; prima sovreccitato, poi abbattuto, apatico, torpido
«Ogni infortunato è potenzialmente uno shockato»: davanti a un evento grave il soccorritore deve prevedere e prevenire lo shock, anche se i sintomi non ci sono ancora.
Primo soccorso
- Allertare il 112
- Rimuovere la causa scatenante se possibile (es. bloccare l'emorragia)
- Slacciare ciò che stringe
- Posizione antishock: supino con arti inferiori sollevati
- Favorire la respirazione; coprire ma non troppo (non deve sudare)
- Non liquidi, non alcol, non caffè né stimolanti per il cuore
- Non applicare fonti di calore
- Soccorso psicologico; controllo delle funzioni vitali
- Traumatizzato cranico (non sollevare mai gli arti inferiori)
- Sospetto frattura di colonna vertebrale — non muoverlo affatto
- Infarto del miocardio (aumenterebbe il lavoro del cuore)
- Ictus cerebrale
- Chi ha difficoltà respiratorie → semiseduto
- Donna in avanzato stato di gravidanza → distesa, o PLS sul fianco sinistro
12 Emergenze cardio-circolatorie e neurologiche
Infarto del miocardio
Per ostruzione di un ramo delle coronarie (trombosi o embolia) si ha ischemia prolungata con necrosi della zona di cuore irrorata. Se ignorato porta all'arresto cardio-circolatorio.
Ischemia prolungata con necrosi = infarto del miocardio. Se il dolore si prolunga, è infarto.
Segni e sintomi
- Dolore retrosternale / precordiale costrittivo, prolungato («pesa e stringe»)
- Irradiazione a petto, braccio sinistro, scapola, collo, mandibola, fino al polso
- Agitazione, angoscia («mi sento morire»)
- Pallore (colorito grigio terreo) e sudorazione fredda
- Senso di «peso» allo stomaco, nausea, vomito — spesso confuso con disturbi di digestione
- Dispnea; polso piccolo e frequente
- Può perdere coscienza
Nel corso di un infarto può insorgere fibrillazione ventricolare → arresto cardiaco: da qui l'importanza della defibrillazione precoce. La maggior parte delle morti improvvise non traumatiche avviene in casa, in presenza di un solo soccorritore.
Primo soccorso
- Allertare il 112 — NON aspettare che il dolore «passi»
- Tranquillizzare il soggetto
- IMMOBILITÀ ASSOLUTA
- Posizione semiseduta o antalgica, quella più comoda per lui
- NON la posizione antishock, anche se è pallido
- NON somministrare cibi o bevande
- Controllo delle funzioni vitali; se perde coscienza, subito BLS (30:2)
Edema polmonare acuto
Accumulo di liquido negli alveoli polmonari. Spesso conseguenza di insufficienza cardiaca: il cuore non pompa, il sangue ristagna, il liquido trasuda dove dovrebbe esserci solo aria. Si instaura un quadro di asfissia.
Segni e sintomi
- «Fame d'aria», respiro corto e faticoso, a rantoli
- Tosse con escreato schiumoso, bianco o rosato
- Cianosi, occhi sbarrati, agitazione
- Sudorazione profusa
- Cerca istintivamente la posizione seduta
Primo soccorso
- Chiamare con urgenza il 112
- Favorire la posizione semiseduta
- Tranquillizzare il soggetto
- Controllo delle funzioni vitali ed eventuale RCP
Ictus cerebrale
| Emorragico | Ischemico |
|---|---|
| Un vaso cerebrale si rompe: il sangue invade la scatola cranica e comprime; la zona irrorata non riceve più nulla | Un trombo o embolo occlude un'arteria cerebrale: il cervello non riceve sangue e i neuroni muoiono |
T.I.A. (Attacco Ischemico Transitorio): occlusione temporanea che si risolve in breve senza necrosi.
Segni e sintomi
- Alterazione della coscienza fino al coma; sonnolenza
- Viso congesto (se ipertensione); respiro alterato; polso lento e pieno
- Anisocoria (asimmetria delle pupille)
- Perdita di funzione su metà del corpo, dal lato opposto alla lesione: emiparesi / emiplegia, emianestesia
- Paralisi dei muscoli facciali («bocca storta»), difficoltà di parola (afasia), disturbi della deglutizione
- Disorientamento nello spazio e nel tempo, disturbi dell'equilibrio
- Cefalea violenta, vomito non preceduto da nausea, elevata pressione arteriosa
- Test CPSS: chiedere di sorridere — il labbro non si solleva allo stesso livello
Primo soccorso
- Chiamare immediatamente il 112 — «il tempo è cervello»
- Non aspettare che i sintomi si risolvano da soli, non chiamare il medico di base
- Cosciente → semiseduto / semisdraiato (gambe distese, tronco rialzato di circa 30°)
- Incosciente → PLS
- MAI posizione antishock, mai sollevare gli arti inferiori
- Controllo delle funzioni vitali
Regola generale dei malori: incosciente pallido → antishock e/o PLS | incosciente rosso in viso → semiseduta.
13 Perdite di coscienza e malori
In caso di «malore» il soccorritore non è tenuto a fare diagnosi.
Lipotimia (svenimento)
Perdita di coscienza modesta e transitoria. Cause: abbassamento della pressione, anemia, digiuno, esaurimento, ambienti chiusi, stazione eretta prolungata, calore, fatica, dolore, emozioni.
Segni e sintomi
- La persona cede sulle gambe; pallore, sudorazione
- Polso e respiro presenti, ma deboli e lenti
- Può essere preceduta da malessere, nausea, debolezza, capogiro, annebbiamento della vista, ronzii o fischi
Primo soccorso
- Posizione antishock
- Slacciare ciò che stringe (colletto, cintura)
- Arieggiare l'ambiente, allontanare la folla
- Se l'incoscienza si prolunga: PLS, allertare il 112, controllare le funzioni vitali
Sincope
Perdita di coscienza improvvisa e completa.
- Sintomi: incoscienza, pallore, pelle fredda, sudorazione, polso e respiro alterati fino all'arresto
- Cause: cardiache (riduzione della gittata), idrocuzione (tuffo in acqua gelida), folgorazione, ipotensione ortostatica
- Primo soccorso: posizione antishock e/o PLS; in assenza di respiro, RCP
Collasso cardiaco: stato analogo allo shock, ma con insufficienza del cuore più intensa.
Lipotimia, sincope e collasso appartengono alla stessa famiglia: c'è sempre un difetto di ossigenazione del cervello, cambia il grado di gravità.
Colpo di sole
Dovuto all'azione diretta dei raggi del sole sul capo.
Segni e sintomi
- Inizialmente: malessere, stordimento, cefalea, colorito rosso acceso al volto, sudorazione profusa, nausea, vomito, vertigini, ronzii, fastidio alla luce, disturbi visivi, confusione mentale, possibili allucinazioni; polso frequente
- Successivamente: calo della pressione, evoluzione verso lo shock, pallore, pelle fredda e umida, polso piccolo e frequente, coma
Primo soccorso
- Portare all'ombra, in ambiente fresco e ventilato; allertare il 112
- Fase iniziale (rossore) → posizione semiseduta, impacchi di acqua fresca sulla fronte, acqua e sale se cosciente
- Fase avanzata (pallore) → posizione antishock
- Incosciente → PLS con gambe sollevate
- Spugnature fresche, ma evitare bruschi raffreddamenti
Colpo di calore
In ambiente molto umido e poco ventilato il sudore non evapora: la sudorazione si arresta e il corpo non elimina più il calore. Frequente in fonderie, miniere, auto chiuse surriscaldate.
Segni e sintomi
- Malessere e sete intensa
- Pelle ardente e secca (febbre oltre i 40°C)
- Colorito rosso acceso, poi cianotico / pallore; pupille dilatate
- Nausea, vomito, crampi, cefalea
- Respirazione profonda poi superficiale e frequente, dispnea
- Polso pieno e rapido, poi piccolo e rapido
- Eccitazione nervosa fino al delirio, torpore, poi coma
Primo soccorso
- Allertare il 112; portare in ambiente fresco e ventilato
- Liberare dagli indumenti, avvolgere in asciugamani umidi, impacchi freschi
- Ghiaccio ai lati del collo, polsi, caviglie, inguini, sotto le ascelle, dietro le ginocchia
- Se rosso in viso e cosciente → semiseduta; far bere acqua e sale (non gelata)
- Fase avanzata / incosciente → PLS; se in shock, PLS con arti inferiori rialzati
Assideramento (ipotermia)
Effetto del freddo intenso e protratto su tutto l'organismo (il congelamento è invece una lesione locale).
Segni e sintomi
- Fiacchezza fisica e mentale, irritabilità, irragionevolezza, tremito
- Torpore, mancanza di volontà, difficoltà a coordinare i movimenti
- Difficoltà di vista e di parola, tachicardia
- Bisogno invincibile di dormire, sonno con allucinazioni
- Progressiva diminuzione delle attività fisiologiche: sonnolenza fino al coma, polso debole, respiro lento fino all'arresto
Primo soccorso
- Allertare il 112; portare al riparo, in ambiente asciutto ma non eccessivamente riscaldato
- Togliere gli abiti bagnati, rivestire con indumenti asciutti e tiepidi
- Riscaldare gradualmente con massaggi, coperte e panni caldi; non avvicinare a fonti dirette di calore
- Se assopito, risvegliarlo e invitarlo a muoversi
- Bevande calde molto zuccherate / caffè forte zuccherato — no alcolici
- Non immergere in acqua troppo calda (rischio di collasso)
Epilessia
Affezione cerebrale con accessi convulsivi e perdita di coscienza: un gruppo di neuroni produce improvvisamente impulsi anomali. Può essere essenziale (senza causa apparente) o conseguente a una lesione del sistema nervoso.
Grande male — le fasi
- Aura epilettica (non costante): sintomi premonitori soggettivi, visivi, olfattivi, acustici
- Eventuale grido iniziale
- Perdita di coscienza con caduta a terra, occhi «rovesciati»
- Fase tonica: irrigidimento di tutti i muscoli scheletrici, possibile morso della lingua
- Fase clonica: convulsioni, contrazioni e rilassamenti alternati; «schiuma alle labbra» (saliva non deglutita)
- Fase di rilassamento / coma post-critico: rilassamento muscolare, sonno profondo, possibile perdita di urine e feci
- Lenta e progressiva ripresa della coscienza, con amnesia della crisi
Primo soccorso
- Allertare il 112
- Se possibile prevenire la caduta a terra
- Allontanare gli oggetti pericolosi, attutire gli urti del capo
- Slacciare cintura e cravatta
- Soccorso psicologico e atteggiamento sereno al risveglio: il malato è esausto e dolorante
Piccolo male
Esordio in età infantile. Brevi episodi di «assenza», ripetuti nel corso della giornata:
- Non cade a terra
- Perde il contatto con la realtà, sguardo fisso, non risponde
- Possibili rapidi movimenti di palpebre e labbra
- Può continuare le attività automatiche in atto
Tavola riassuntiva delle posizioni
| Posizione | Quando |
|---|---|
| RCP | Incosciente che NON respira |
| PLS | Incosciente che respira: malori (non traumi cranio-vertebrali), avvelenamenti, ubriachezza, colpo di sole, colpo di calore, folgorato che respira, coma diabetico |
| Antishock cosciente | Emorragie, ustioni, ferite e contusioni gravi, fratture gravi, avvelenamenti, spaventi; e nei pallori: lipotimia, collasso cardiocircolatorio, sincope |
| Antishock + PLS | Incosciente in stato di shock |
| Semiseduta | Emorragie delle parti alte, ferite e fratture del torace (sul lato leso), traumatizzato cranico cosciente, dispnoici, rossori al viso, infarto, edema polmonare acuto |
| Supina a gambe flesse | Frattura di bacino, traumi o ferite all'addome |
- Il sospetto fratturato di colonna, di bacino e di arti inferiori non va MAI mosso.
- Al traumatizzato cranico non si sollevano MAI gli arti inferiori.
14 Fratture e traumi · 23/10
L'apparato di sostegno e locomozione
- Ossa: lo scheletro adulto ne conta circa 206. Funzione di sostegno, di protezione degli organi (cranio, gabbia toracica, colonna) e di leva per il movimento. Nel midollo osseo si producono le cellule del sangue.
- Articolazioni: punti di unione tra due ossa, tenute insieme dai legamenti e rivestite dalla capsula articolare.
- Muscoli: si attaccano alle ossa tramite i tendini e, contraendosi, producono il movimento.
La frattura
Classificazione
| Criterio | Tipi |
|---|---|
| Meccanismo | Diretta: l'osso si rompe nel punto in cui ha agito la forza. Indiretta: si rompe lontano dal punto d'urto (cadendo sul palmo della mano si rompe la clavicola) |
| Entità | Completa: l'osso è interrotto per tutto il suo spessore. Incompleta (infrazione, «a legno verde» nel bambino): l'interruzione è parziale |
| Posizione dei monconi | Composta: i due monconi restano allineati. Scomposta: i monconi si spostano l'uno rispetto all'altro |
| Rapporto con l'esterno | Chiusa: la cute è integra. Esposta: il moncone lacera la pelle e l'osso comunica con l'esterno — alto rischio di infezione e di emorragia |
Una frattura può inoltre essere pluriframmentaria (più di due frammenti) o plurima (più fratture nello stesso soggetto).
Segni e sintomi
- Dolore vivo, che aumenta con il movimento e alla pressione sul punto di frattura
- Impotenza funzionale: il segmento non può essere mosso
- Gonfiore, ematoma, arrossamento
- Deformazione del profilo dell'arto, accorciamento, atteggiamento innaturale
- Mobilità anomala e scrosci ossei: non vanno MAI ricercati
- Nelle esposte: ferita, emorragia, moncone visibile
- Possibile shock, soprattutto nelle fratture di femore e di bacino
Che cosa fare
- Allertare il 112 e valutare le funzioni vitali
- Controllo secondario: osservare, toccare, domandare
- Sospettare sempre una lesione della colonna: prudenza
- Non muovere l'infortunato se non è indispensabile; non raddrizzare mai l'arto, non ridurre la frattura
- Immobilizzare nella posizione in cui si trova, bloccando l'articolazione a monte e quella a valle del focolaio
- Prima di immobilizzare controllare il polso periferico, il colorito e la sensibilità a valle; ricontrollarli dopo
- Togliere anelli, bracciali e orologi prima che compaia il gonfiore
- Ghiaccio avvolto in un panno (mai a contatto diretto), per ridurre dolore e gonfiore
- Nella frattura esposta: non toccare la sede della lesione né spingere dentro il moncone, coprire con garza sterile, controllare l'emorragia con la compressione a distanza
- Niente da bere né da mangiare (possibile intervento chirurgico)
- Coprire e tranquillizzare; sorvegliare le funzioni vitali
Immobilizzazioni di fortuna
Si usano stecche rigide (assi, giornali arrotolati, bastoni), imbottite e fissate con bende, cinture o cravatte, di lunghezza sufficiente a bloccare le due articolazioni vicine.
| Sede | Immobilizzazione |
|---|---|
| Avambraccio | Stecca dal gomito alla mano, poi braccio al collo con una benda triangolare |
| Gomito | Si immobilizza nella posizione in cui si trova, piegato o disteso: non forzarlo mai |
| Spalla e clavicola | Braccio al collo e fasciatura che fissa il braccio al torace; un cuscinetto sotto l'ascella |
| Coste | Nessuna fasciatura stretta: posizione semiseduta sul lato leso, che fa da stecca e lascia respirare il polmone sano |
| Tibia-perone | Due stecche laterali dal ginocchio al piede, oppure legare la gamba lesa a quella sana con imbottitura in mezzo |
| Femore | Stecca lunga dall'ascella al piede sul lato esterno e una interna dall'inguine al piede; alto rischio di shock |
| Bacino | Non muovere mai. Supino a gambe flesse, un sostegno sotto le ginocchia; sospettare emorragia interna |
| Mandibola | Benda che passa sotto il mento e si annoda sopra la testa, senza impedire l'apertura della bocca in caso di vomito |
Altri traumi dell'apparato locomotore
| Lesione | Che cos'è | Primo soccorso |
|---|---|---|
| Contusione | Il classico colpo: le fibre non si rompono, ma il muscolo è schiacciato contro l'osso | Impacchi freddi 15–20 minuti ogni 2–3 ore, arto in scarico, riposo |
| Distorsione | Movimento che supera i limiti dell'articolazione: i capi ossei si allontanano e tornano subito in sede, con stiramento dei legamenti | Non tentare manovre: immobilizzare l'articolazione nella posizione in cui si trova, ghiaccio, visita in Pronto Soccorso |
| Lussazione | I capi ossei escono dalla loro sede e vi restano: dolore acutissimo, gonfiore, impotenza funzionale assoluta e immediata, deformità evidente, possibili formicolii | Mai tentare di rimettere a posto: immobilizzare nella posizione trovata, ghiaccio, ospedalizzazione rapida — urgente se ci sono formicolii |
| Strappo / stiramento | Lesione delle fibre muscolari per sforzo eccessivo o movimento brusco | Impacchi freddi 15–20 minuti ogni 2–3 ore, arto in scarico, riposo; non massaggiare a caldo; visita in Pronto Soccorso |
| Crampo | Contrazione involontaria e dolorosa, da affaticamento, freddo o perdita di sali | Stiramento lento del muscolo in direzione opposta alla contrazione, massaggio, bevande con sali |
Sospetta frattura di colonna
Quando sospettarla
- Dinamica dell'incidente: caduta dall'alto, tuffo in acqua bassa, incidente stradale, colpo di frusta, travolgimento, schiacciamento. La dinamica da sola basta a far sospettare la lesione, anche se il soggetto sta apparentemente bene
- Dolore lungo la colonna, alla pressione sulle vertebre
- Formicolio, insensibilità o impossibilità di muovere braccia o gambe
- Perdita involontaria di urine e feci
- Qualunque traumatizzato incosciente va considerato un potenziale leso midollare
Che cosa fare
- NON muovere, non sollevare, non far alzare, non far camminare
- NON mettere in PLS
- Mantenere la testa allineata al tronco, tenendola ferma con le mani ai lati; non flettere, non ruotare
- Allertare subito il 112 e dichiarare la dinamica
- Coprire, tranquillizzare, controllare le funzioni vitali
- Si muove solo se c'è pericolo imminente di vita (incendio, crollo, annegamento) o se bisogna praticare la RCP: in quel caso spostamento in asse, in più soccorritori
Il sistema nervoso
| Funzione | Che cosa governa |
|---|---|
| Vita di relazione sistema somatico | I rapporti con l'ambiente esterno: movimento volontario e sensibilità |
| Vita vegetativa sistema autonomo | Le funzioni involontarie: battito cardiaco, respiro, digestione |
- Sistema nervoso centrale: encefalo (cervello, cervelletto e midollo allungato) e midollo spinale, contenuto nel canale vertebrale.
- Sistema nervoso periferico: i nervi, che possono essere sensitivi, motori o misti.
È la ragione per cui un trauma al cranio o alla colonna è così temibile: il tessuto nervoso centrale non si rigenera.
Frattura del cranio e trauma cranico
Il cranio è una scatola rigida: qualunque raccolta di sangue al suo interno comprime il cervello e lo danneggia.
Le lesioni esterne
- Contusioni del volto o del cuoio capelluto
- Ferite del cuoio capelluto, che sanguinano molto
- Tumefazioni del cuoio capelluto (il «bernoccolo»)
- Fratture del cranio e fratture delle ossa facciali
Le lesioni esterne possono essere modeste anche quando quelle interne sono gravi: non è dalla ferita che si giudica un trauma cranico.
Le tre lesioni cerebrali (lesioni interne)
| Lesione | Caratteristiche |
|---|---|
| Commozione cerebrale | Lesione funzionale e reversibile: breve perdita di coscienza, confusione, amnesia dell'accaduto. Non lascia danni permanenti, ma va sempre valutata in ospedale |
| Contusione cerebrale | Lesione organica del tessuto nervoso: perdita di coscienza prolungata, possibili deficit neurologici |
| Ematoma / compressione | Raccolta di sangue che comprime progressivamente il cervello. È il quadro più insidioso, per via dell'intervallo libero |
Per questo chiunque abbia battuto la testa va tenuto sotto osservazione per 24–48 ore e portato in Pronto Soccorso, anche se dice di stare bene.
Segni di sofferenza cerebrale
- Alterazione della coscienza, sonnolenza, difficoltà a essere svegliato
- Anisocoria (pupille di diametro diverso) o pupille che non reagiscono alla luce
- Cefalea ingravescente, vomito a getto non preceduto da nausea
- Otorragia, rinorragia e liquorrea: sangue o liquido chiaro (liquido cefalorachidiano) da orecchio e naso → frattura della base cranica. Non tamponare mai
- Ecchimosi intorno agli occhi o dietro l'orecchio
- Convulsioni, amnesia, paralisi, difficoltà di parola; polso lento e pieno
- Nei casi gravissimi, esposizione di materia cerebrale
Che cosa fare
- Valutare la dinamica dell'incidente; 112 immediato; trattare sempre come possibile trauma della colonna cervicale
- Rivalutare le funzioni vitali nel tempo, non una sola volta
- Garantire l'immobilità dell'asse testa-collo-tronco; se è incosciente e non respira, RCP
- Cosciente: posizione semiseduta, capo e tronco leggermente sollevati
- Incosciente che respira: PLS solo se è esclusa la lesione vertebrale, mantenendo testa-collo-tronco in asse
- MAI la posizione antishock: sollevare le gambe aumenta la pressione dentro il cranio
- Non tamponare orecchio e naso; coprire le ferite del cuoio capelluto, che sanguinano molto
- Niente da bere, niente farmaci; tenere sotto controllo coscienza, respiro e pupille, annotando i cambiamenti