Appunti CRI — Corso Aspiranti

Appunti del Corso Aspiranti, integrati con i materiali ufficiali del corso. ▍ = integrazione dal manuale

1 Storia della Croce Rossa · 25/09

Henri Dunant (1828–1910)

  • Fondatore del Movimento di Croce Rossa.
  • 1859 – Battaglia di Solferino.
  • Il giornalista Baumberger ritrova Dunant ad Heiden.
  • 10 aprile 1901 – primo Premio Nobel per la Pace.
INTEGRAZIONE Perché Dunant era a Solferino Era un uomo d'affari e filantropo ginevrino: si trovava in Lombardia per chiedere udienza a Napoleone III, impegnato nella Seconda Guerra d'Indipendenza. Arrivò la sera del 24 giugno 1859 e organizzò i soccorsi con donne e anziani del posto — famose le donne di Castiglione delle Stiviere.

Le tappe

DataEvento
1859Battaglia di Solferino
1863Primo Comitato, a Ginevra. A febbraio chiede la creazione di un emblema
22 agosto 1864Prima Convenzione di Ginevra
1919Lega delle Società di CR → oggi Federazione Internazionale
1965Proclamazione dei 7 Principi Fondamentali (Vienna)
8 dicembre 2005III Protocollo – Cristallo Rosso

Gli emblemi

L'emblema nasce nel febbraio 1863, quando il Comitato dei Cinque chiede di crearne uno per identificare e quindi proteggere i volontari che prestano servizio ai feriti sui campi di battaglia: sono lì per aiutare, non per combattere.

  • Croce Rossa su fondo bianco: inversione dei colori della bandiera svizzera, omaggio alla neutralità elvetica. Nessun significato religioso. Facilmente identificabile, e i fondatori del Comitato venivano dalla Svizzera.
  • Mezzaluna Rossa: proposta dalla Turchia nel 1876, perché nei paesi islamici la croce richiamava le Crociate.
  • Leone e Sole Rossi: richiesti dalla Persia nel 1923; non più in uso dal 1980 (l'Iran adottò la mezzaluna).
  • Cristallo Rosso: 8 dicembre 2005, privo di riferimenti culturali o religiosi — accettabile da tutti (es. Israele). All'interno del cristallo si possono inserire gli emblemi anteriori al 1949.

Gli emblemi formalmente riconosciuti sono 4 (croce, mezzaluna, leone e sole, cristallo), ma quelli in uso sono 3: il leone e sole non è più utilizzato.

Perché si arrivò al Cristallo Se ogni Società Nazionale crea un emblema proprio, diventa difficile identificarsi e il simbolo perde significato. Con il 1949 si torna a riconoscerne solo tre: croce, mezzaluna e leone e sole.
Intorno al 2000 Israele inizia a usare la Stella di Davide: per risolvere il problema nel 2005 si crea il Cristallo Rosso, che non richiama alcuna religione.
Per fondare una Società Nazionale bisogna adottare l'emblema e dichiarare quale si vuole usare.
Numeri
  • Il Movimento raggiunge 150 milioni di persone, con circa 14 milioni di volontari in 192 nazioni.
  • Le Società Nazionali riconosciute sono circa 190.
  • CRI: circa 150.000 volontari in Italia.
  • Nel 2024 sono morti 32 operatori.
I numeri delle Società Nazionali variano a seconda dell'anno della fonte: ricorda l'ordine di grandezza (~190).
2 Diritto Internazionale Umanitario · 29/09
Il DIU nasce con la Convenzione di Ginevra e garantisce neutralità e protezione ai mezzi di soccorso.
«I malati e i feriti saranno raccolti e curati a qualunque nazione appartengano» (art. 6 della Convenzione del 1864).

Che cos'è

Ramo del diritto internazionale pubblico che disciplina i conflitti armati. Ha due scopi fondamentali:

  1. proteggere le persone che non prendono parte, o non prendono più parte, alle ostilità;
  2. disciplinare i mezzi e i metodi di guerra.
Jus ad bellumJus in bello
Diritto alla guerra: stabilisce quando si può usare la guerraDiritto nella guerra: regola la guerra stessa, come si combatte (è l'oggetto del DIU)
INTEGRAZIONE Sinonimi: diritto dei conflitti armati, diritto della guerra.
Due obblighi per gli Stati firmatari: diffondere il DIU e reprimere le violazioni.

Le radici

  • Regole sulla guerra esistevano già al tempo dei babilonesi, ma non erano scritte.
  • Rousseau: la guerra non è fatta dagli uomini ma dagli Stati; gli individui sono solo in mezzo. Quando un combattente si arrende smette di essere tale e torna a essere una persona: ci si deve fermare e non infierire.
  • Codice Lieber: valeva solo per gli Stati Uniti; regolava le relazioni e il trattamento dei prigionieri dopo la guerra.
  • Dunant, nel suo libro, ipotizza la creazione di una società di soccorso che porti aiuto ai feriti nei conflitti e chiede l'adozione di una Convenzione per la protezione dei feriti e di chi presta loro soccorso.

La Prima Convenzione (22 agosto 1864)

Qui nasce convenzionalmente il diritto internazionale umanitario. 10 articoli:

  • obbligo di soccorrere feriti e malati, senza distinzioni;
  • neutralità e inviolabilità del personale e dei trasporti sanitari;
  • a questi si applica un segno distintivo e protettivo.
INTEGRAZIONE Titolo: «Convenzione per il miglioramento della sorte dei soldati feriti degli eserciti in campagna», firmata da 12 Stati.
Clausola di Martens (Fyodor Martens, 1899) Quando ci si trova in un caso non previsto dalle Convenzioni, civili e combattenti restano protetti e si seguono le consuetudini.

Come si è sviluppato

Il DIU si modifica dopo che gli avvenimenti sono accaduti: le regole arrivano a posteriori.

  • La Prima Convenzione riguardava i combattimenti in campagna (su terra).
  • 1914, Prima guerra mondiale: si combatte per terra, mare e aria e si usano i gas asfissianti. Non esisteva alcuna Convenzione sul loro uso né sul trattamento dei prigionieri di guerra.
  • A fine conflitto le Convenzioni vengono riviste e nel 1929 si firmano la Convenzione per i feriti e i malati e la Convenzione per il trattamento dei prigionieri di guerra.
  • Seconda guerra mondiale: erano in vigore le prime tre Convenzioni, che tutelavano feriti, naufraghi e prigionieri ma non i civili. A farne le spese furono proprio i civili (circa 10 civili per ogni soldato).
  • Dopo la guerra ci si rende conto che la popolazione civile non aveva alcuna protezione: si riprendono le Convenzioni e si scrive ex novo la IV Convenzione, per la protezione dei civili in tempo di guerra.
La Croce Rossa dopo la Seconda guerra mondiale Fu fortemente criticata: si diceva che avrebbe potuto fare di più e che avrebbe dovuto denunciare la situazione nei campi di concentramento. Ma se lo avesse fatto i nazisti non l'avrebbero più fatta entrare e non avrebbe potuto aiutare i prigionieri nemmeno in quel poco. Per questo la Croce Rossa ricevette il Premio Nobel per la Pace nel 1944.

Le 4 Convenzioni di Ginevra (12 agosto 1949)

Oggetto
IFeriti e malati delle forze armate in campagna (terraferma)
IIFeriti, malati e naufraghi delle forze armate sul mare
IIIPrigionieri di guerra: hanno diritti, dignità e diritto alla vita anche se non possono più combattere. Possono essere obbligati a un lavoro che non rechi danno al loro esercito
IVProtezione delle persone civili in tempo di guerra
Obbligatorie anche per chi non le ha firmate Dal 1966 le quattro Convenzioni sono diventate diritto consuetudinario (ratificate da 191 Stati): sono quindi obbligatorie per tutti gli Stati, anche per chi non le ha firmate o non ha partecipato alle consultazioni.
La ratifica serve a farle entrare nell'ordinamento dello Stato: lo Stato emana una legge di attuazione che trasforma le norme internazionali in leggi nazionali. Senza, non si possono applicare.

I conflitti interni: l'articolo 3 comune

Le quattro Convenzioni disciplinano i conflitti internazionali. Per quelli nazionali c'è l'articolo 3 comune: una sorta di micro-convenzione all'interno della Convenzione.

INTEGRAZIONE È uguale in tutte e quattro le Convenzioni del 1949 e prevede garanzie minime nei conflitti non internazionali. Recita che «un ente umanitario ed imparziale, come il CICR, potrà offrire i suoi servigi alle Parti in conflitto»: è la base giuridica dell'intervento del Movimento.

I Protocolli aggiuntivi

Oggi la maggior parte dei conflitti è interna e non c'era una norma vera e propria: per questo nel 1977 arrivano i Protocolli.

  • 8 giugno 1977 – I Protocollo: integra e ridefinisce quanto dicono le quattro Convenzioni, conflitti armati internazionali. Amplia la nozione (vi include le lotte contro dominazione coloniale, occupazione straniera e regimi razzisti), identifica meglio personale e corpo sanitario, protegge i civili, limita mezzi e metodi di combattimento, tutela ambiente naturale e beni culturali.
  • 8 giugno 1977 – II Protocollo: conflitti armati non internazionali, interni a uno Stato.
  • 8 dicembre 2005 – III Protocollo: Cristallo Rosso, emblema addizionale che si aggiunge e non sostituisce i precedenti.
4 Convenzioni e 3 Protocolli Due Protocolli sui conflitti armati (1977) e uno sull'emblema (2005, cristallo). L'Italia li ha ratificati tutti, a parte quello sulle armi nucleari.

Diffusione del DIU

  • Gli Stati firmatari si obbligano a diffonderlo sia in tempo di pace sia di guerra, a civili e militari.
  • Il compito di diffonderlo è della Croce Rossa.

Dalla Seconda guerra mondiale sono passati più di 80 anni senza un nuovo conflitto mondiale; prima ne erano bastati 20 per averne due.

Diritto dell'Aia e diritto di Ginevra

Diritto dell'AiaDiritto di Ginevra
Disciplina i limiti alla condotta delle ostilità: quali armi si possono usareSi concentra sulla parte umana: la tutela delle persone

I principi del DIU

Sanciti dalle Convenzioni. Non vanno confusi con i 7 Principi del Movimento.

PrincipioSignificato
UmanitàCome trattare chi non partecipa ai conflitti; chi lo viola rischia un processo
ProporzionalitàNon si deve usare una violenza maggiore di quella necessaria per vincere la guerra (la stessa idea di Rousseau)
LimitazioneLimiti ai mezzi e ai metodi di guerra: niente perdite inutili né sofferenze eccessive
DistinzioneGli attacchi vanno rivolti contro la popolazione militare e gli obiettivi militari, non contro la popolazione civile e i beni civili

Beni culturali

  • 4 maggio 1954 – Convenzione dell'Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, dopo la distruzione di diverse città e beni culturali. I beni sono riconosciuti tramite iscrizione al Registro internazionale dei beni culturali.
  • Il segno che li protegge è lo scudo blu.
  • 26 marzo 1999 – trattato autonomo sui beni culturali non ritrovati (vietati gli scavi archeologici per la ricerca di tesori).

Ambiente e armi

  • 1972 – Convenzione sulla proibizione dello sviluppo e dello stoccaggio di armi batteriologiche e delle tossine.
  • 10 dicembre 1976 – Convenzione EnMod: divieto di tecniche di modifica dell'ambiente naturale per scopi militari od ostili.
  • Convenzione di Ottawa – bandisce le mine antiuomo.

Quando il DIU viene violato

  • Prima si creavano tribunali ad hoc, come quello di Norimberga:
    • 1993 – TPI per l'ex Jugoslavia
    • 1994 – TPI per il Ruanda
  • Oggi c'è un organismo fisso: la Corte Penale Internazionale (L'Aia). Nasce con il Trattato di Roma, 1998 (139 firmatari, 102 ratifiche) ed emette mandati di cattura.
Chi non ha ratificato Israele, Russia, USA, Cina e altri non hanno ratificato: su di loro la Corte non può agire. Ma se un incriminato transita sul territorio di uno Stato che ha ratificato, deve essere arrestato e consegnato all'Aia.

Di che cosa si occupa

CrimineChe cos'è
GenocidioIntento di distruggere, del tutto o in parte, un gruppo. Vale anche trasferire con la forza i bambini del gruppo in un altro gruppo
Crimini di guerraGravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra (i crimini contro l'umanità commessi in tempo di guerra, ampliati e integrati): esperimenti biologici, attacchi contro beni civili e culturali, ignorare i principi, perfidia, dichiarare che «non ci sarà quartiere», scudi umani, affamare la popolazione civile, impedire l'intervento del personale sanitario, arruolare minori
Crimini contro l'umanitàAttacchi sistematici e diretti, commessi intenzionalmente nell'ambito di un attacco su larga scala contro una qualsiasi popolazione: omicidio, sterminio, stupro e violenza sessuale, persecuzione di gruppi per un qualsiasi motivo, sparizione forzata, apartheid, altri atti che causano intenzionalmente gravi danni
Crimine di aggressioneÈ il quarto crimine di competenza della Corte

I TPI per l'ex Jugoslavia e il Ruanda avevano competenza su genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

3 Il Movimento, i 7 Principi e l'emblema

Le tre componenti

ComponenteCaratteristiche
CICRInterviene quando c'è la guerra. Erede del Comitato dei Cinque, sede a Ginevra. Istituzione imparziale, neutrale e indipendente; ha personalità giuridica internazionale.
Federazione InternazionaleInsieme di tutte le Società Nazionali. Nata nel 1919 come Lega.
Società NazionaliUna per ogni Paese (Principio di Unità). Fra queste la CRI.

CICR, Federazione e Società Nazionali sono organismi indipendenti: ognuno ha il proprio Statuto e nessuno esercita autorità sugli altri.

INTEGRAZIONE Cosa fa il CICR
  • Promuove e custodisce il DIU; ne cura la diffusione.
  • Protegge e assiste le vittime dei conflitti armati.
  • È depositario dei Principi Fondamentali e riconosce le nuove Società Nazionali.
  • Visita prigionieri di guerra e internati civili senza testimoni.
  • Può agire come Potenza Protettrice / intermediario neutrale.
  • Ha status di osservatore presso l'ONU; organo direttivo di 15–25 cittadini svizzeri per cooptazione.
  • I delegati sono vincolati dal principio di confidenzialità.
INTEGRAZIONE Cosa fa la Federazione (nata 1919) Su proposta di Henry Davidson, presidente della Croce Rossa Americana, per non disperdere l'esperienza della Grande Guerra. Scopi: salute pubblica e soccorsi nelle catastrofi naturali; coordina le Società Nazionali e le operazioni internazionali di soccorso.

Gli organi del Movimento

OrganoOgniChi partecipa
Conferenza Internazionale
massima autorità
4 anniSocietà Nazionali + CICR + Federazione + Stati firmatari delle Convenzioni
Consiglio dei Delegati2 anniSolo le componenti del Movimento (senza gli Stati)
Commissione Permanente2 volte l'annoComponenti del Movimento
INTEGRAZIONE Le decisioni della Conferenza Internazionale sono vincolanti per tutto il Movimento. La Commissione Permanente assicura la continuità nei 4 anni fra una Conferenza e l'altra, ne fissa sede e ordine del giorno e fornisce interpretazioni autentiche dello Statuto.

I 7 Principi Fondamentali

Proclamati a Vienna nel 1965 (XX Conferenza Internazionale). Da allora, in ogni conferenza, i rappresentanti si alzano in piedi per la lettura solenne.

Che cos'è un principio È ciò in cui una collettività crede e su cui fonda il proprio pensiero e la propria disciplina. Questi sono i principi che fondano il Movimento e che condividono tutti coloro che operano al suo interno.
  • Ognuno deriva dal precedente: vanno saputi a memoria e in ordine.
  • Vanno adottati come stile di vita.
  • Si mettono da parte le ideologie politiche e religiose: in divisa si rappresenta il Movimento, non sé stessi.
  • Hanno carattere vincolante: chi non li rispetta non può restare nel Movimento.
PrincipioIn sintesi
UmanitàContiene il fondamento di tutti gli altri. Nasce dopo Solferino: soccorrere feriti e malati in campo nazionale e internazionale, prevenire e alleviare la sofferenza in ogni circostanza, proteggere vita e salute, far rispettare la persona umana, intervenire per mediare e ristabilire una pace duratura. Non si nega l'esistenza della guerra: si afferma che esistono leggi anche su di essa.
Abilità: empatia, ascolto attivo
ImparzialitàNessuna distinzione di nazionalità, razza, religione, condizione sociale o opinione politica. Una distinzione esiste, ma solo sulla base di emergenza e urgenza: si soccorre secondo la gravità del bisogno, come all'accesso al Pronto Soccorso.
Abilità: comunicazione non violenta (la violenza genera violenza). Se la scena non è sicura non si interviene e si attendono le forze dell'ordine; l'aggressione a un soccorritore è un'aggravante.
NeutralitàPer conservare la fiducia di tutti, non si prende parte alle ostilità né alle controversie politiche, razziali, religiose, ideologiche: si mettono da parte le proprie idee.
Abilità: comunicazione non violenta
IndipendenzaLe Società Nazionali sono ausiliarie dei poteri pubblici e soggette alle leggi del loro Paese, ma prima di tutto fanno capo ai Principi e allo Statuto: se una proposta di legge va contro non la si rispetta. Si mantiene l'autonomia per decidere senza interferenze.
Abilità: assenza di pregiudizi, non giudicare
Volontariato
(volontarietà)
Si entra volontariamente, senza aspettarsi di essere pagati né ringraziati. Nessuno scopo di lucro: il denaro si reinveste per le persone che ne hanno bisogno.
UnitàUna sola Società per Paese. Devono essere ammessi tutti, senza distinzione (fermo restando che non abbiano compiuto determinati reati) e deve raggiungere tutto il territorio: è il motivo per cui esiste un organigramma.
UniversalitàLa Federazione è nata per rispettare questo principio, riunendo le Società Nazionali. Tutte hanno uguali diritti e ogni persona è sullo stesso piano (siamo tutti volontari, ci si dà del tu); c'è il dovere di aiutarsi reciprocamente e si può operare in qualunque Società Nazionale.
Come si dividono
  • Principi sostanziali: Umanità e Imparzialità
  • da cui derivano i principi strumentali: Neutralità e Indipendenza
  • da cui derivano i principi organizzativi: Volontariato, Unità, Universalità

L'emblema e il suo uso

L'emblema è un simbolo, qualcosa che identifica una persona o un oggetto. Quelli riconosciuti dalla Convenzione di Ginevra servono a identificare (si è lì per aiutare, non per combattere) e quindi a proteggere.

Uso protettivoUso indicativo
Emblema «puro»: nessuna scritta, nessuna identificazione della Società Nazionale; solo croce, mezzaluna o leone e sole su fondo bianco, il più grande possibile.
Si usa solo in caso di conflitto armato. Lo usano: il servizio sanitario delle forze armate, la Società Nazionale (i soccorritori in guerra) e gli ospedali civili, se autorizzati.
Sui mezzi va messo su tutti i lati.
È il logotipo: si usa in tempo di pace e rappresenta il legame con il Movimento internazionale.
È definito dal regolamento (grandezza, proporzioni, posizione della scritta...): se non sono corretti è uso improprio dell'emblema.
Che cosa protegge davvero La protezione di chi porta l'emblema non è data dall'emblema, che ne è solo la dimostrazione visiva, ma dal diritto internazionale umanitario: lo dice la Convenzione di Ginevra.
  • Il personale adibito permanentemente o temporaneamente a mansioni sanitarie porta un bracciale (grandezza e proporzioni sono diverse).
  • Non si porta una toppa con i tre emblemi: siamo membri del Movimento. Solo i membri della Federazione possono metterli tutti insieme.

Gli abusi

Tutto ciò che non è autorizzato dalle Convenzioni di Ginevra e dai Protocolli aggiuntivi è:

  1. Imitazione: forma e/o colore che possono causare confusione.
  2. Usurpazione o uso improprio: usato da chi non ne ha diritto secondo le normative, senza l'autorizzazione e il permesso specifico della Convenzione di Ginevra.
  3. Perfidia (nei casi più gravi): è un crimine di guerra. Accade se, nell'ambito di un conflitto armato, l'emblema è usato per ingannare il nemico e ne deriva la morte o il ferimento di qualcuno.

Agenzia Centrale delle Ricerche

  • Raccoglie e trasmette notizie (Messaggi di Croce Rossa)
  • Svolge indagini sulle persone scomparse
  • Favorisce il ricongiungimento dei nuclei famigliari
  • Rilascia certificati di prigionia, di morte, documenti di viaggio
INTEGRAZIONE Nata durante la guerra franco-prussiana (1870/71) come agenzia di ricerche a Basilea; oggi ha sede a Ginevra ed è una struttura operativa del CICR. Archivi: oltre 60 milioni di schede individuali.
INTEGRAZIONE I 10 requisiti per il riconoscimento di una Società Nazionale
  1. Costituita in uno Stato indipendente firmatario delle Convenzioni di Ginevra
  2. Unica nel territorio nazionale, con organismo centrale che la rappresenta
  3. Riconosciuta dal Governo come società di soccorso volontario ausiliaria dei pubblici poteri
  4. Statuto autonomo che le consenta di agire secondo i Principi
  5. Uso del nome e dell'emblema secondo le Convenzioni; deve dichiarare quale emblema intende usare
  6. Organizzazione idonea ai compiti statutari, preparata fin dal tempo di pace
  7. Attività sull'intero territorio dello Stato
  8. Reclutamento senza distinzioni di razza, sesso, classe, religione, opinione politica
  9. Adesione agli Statuti del Movimento e collaborazione con tutte le componenti
  10. Rispetto dei Principi Fondamentali e ispirazione ai principi del DIU
4 Strategia 2030 · 02/10
Attenzione All'esame non si chiede la strategia della Federazione, ma quella della CRI.

I 7 Obiettivi Strategici della CRI

ObiettivoIdea chiave
1. OrganizzazioneL'organizzazione è un organismo in un ecosistema: flessibilità, dinamismo, adattamento, sinergia interna, ricettività. Sostenere i Comitati, comunicazione interna, Laboratorio dell'innovazione, sostenibilità finanziaria.
2. VolontariEtica della responsabilità: consapevolezza, motivazione, partecipazione. Volontariato = modello di vita. Formazione, nuovi modelli di volontariato (online/a progetto), investire nei giovani, formare leader e manager.
3. Principi e ValoriAl centro il principio di Umanità. Diffondere Principi, Valori Umanitari e DIU. Diplomazia Umanitaria, lavoro con Università ed esperti, educazione umanitaria.
4. SaluteCurare (assistenza) non basta: serve aver cura, dare gli strumenti perché le persone proteggano la propria vita in autonomia. Assistenza di base, corsi di primo soccorso per tutte le età, cultura della prevenzione.
5. Inclusione socialeVulnerabilità crescenti → solitudine ed emarginazione. Rendere più «orizzontale» la relazione tra CRI e persone vulnerabili; assistenza personalizzata, innovazione sociale.
6. EmergenzeCambio di paradigma: dalla gestione delle crisi alla gestione dei rischi. Sistemi di allerta innovativi, analisi del rischio sul territorio, formazione permanente.
7. CooperazioneAgenda umanitaria globale: insieme globale e locale. Cooperazione con le altre Società Nazionali, volontari in missioni all'estero, dialogo con Organizzazioni Internazionali ed enti locali.
INTEGRAZIONE La principale novità: trasversalità Area–Obiettivo Ogni Area contribuisce alla realizzazione di tutti gli obiettivi: gli obiettivi non sono più «di proprietà» di una singola area.
INTEGRAZIONE Quadro IFRC (Strategia 2030) — per contesto Vision: Ovunque per Chiunque.
3 Obiettivi globali: 1) prevedere, sopravvivere e riprendersi dalle crisi; 2) vite sicure e salutari con dignità; 3) mobilitarsi per il bene nelle comunità.
5 Sfide globali: cambiamento climatico e crisi ambientale · crisi e disastri in evoluzione · salute equa · migrazione e identità · valori, potere e inclusione.
7 Trasformatori: Società Nazionali forti · volontari e giovani al centro · rete ben distribuita · fiducia e responsabilità · influenzare l'azione umanitaria · trasformazione digitale · finanziamenti per il futuro.
INTEGRAZIONE Aggiornamento della Strategia Integra i documenti di settore: Strategia verso i giovani, Strategia dell'innovazione, Policy sul Volontariato, Politica ambientale, Piano d'azione 2024-2027 della Cooperazione Internazionale.
Strategia verso i giovani – 3 direzioni: Educazione, Partecipazione, Innovazione.
INTEGRAZIONE Politica ambientale CRI Allineata all'Agenda 2030 ONU e in particolare all'Obiettivo 13 (lotta ai cambiamenti climatici). Obiettivi: ridurre inquinamento e rifiuti (riduzione, riutilizzo, riciclo); monitorare consumi e spostamenti; standard minimi di sostenibilità per partner e fornitori; sensibilizzare volontari e dipendenti; diffondere la Politica nei corsi di accesso. Tutti i volontari e i dipendenti hanno la responsabilità di perseguirne gli obiettivi.
INTEGRAZIONE Dallo Statuto CRI (rev. 8 del 14 ottobre 2023) — da sapere
  • CRI fondata il 15 giugno 1864; oggi Associazione della Croce Rossa Italiana – ODV, persona giuridica di diritto privato, iscritta al RUNTS.
  • È posta sotto l'alto Patronato del Presidente della Repubblica; sede a Roma.
  • Emblema CRI: croce rossa su fondo bianco tra due cerchi concentrici con la scritta «Convenzione di Ginevra 22 agosto 1864».
  • Celebrazioni: 8 maggio giornata mondiale della Croce Rossa; 15 giugno anniversario della fondazione; fiaccolata da Solferino a Castiglione delle Stiviere.
  • Articolazione: Comitati (locali, con personalità giuridica) → Comitati Regionali → Comitato Nazionale.
  • Organismi ausiliari delle Forze Armate: Corpo militare volontario e Corpo delle Infermiere Volontarie.
  • Giovani CRI: soci volontari da 14 a 31 anni.
  • Diventa socio chi frequenta il corso di formazione, aderisce ai Principi, sottoscrive il Codice Etico e versa la quota.
  • Elettorato attivo e passivo: iscritti da almeno 3 mesi e in regola con la quota (passivo anche maggiorenni).
  • Provvedimenti disciplinari: richiamo, ammonizione scritta, sospensione (max 6 mesi), radiazione.
5 Introduzione al Primo Soccorso · 06/10
TermineDefinizione
Primo soccorsoAiuto che ogni cittadino può dare per evitare l'aggravamento delle condizioni di un infortunato
Pronto soccorsoPrime cure prestate da personale qualificato, con apparecchiature, strumenti e farmaci
UrgenzaImmediato pericolo di vita: esiste il fattore tempo
GravitàCondizione grave senza immediato pericolo di vita

Interpreti: il primo soccorritore (cittadino), l'infortunato, i soccorritori qualificati.

INTEGRAZIONE Il primo soccorritore è un «ponte» tra l'infortunio e il Soccorso qualificato. Deve: evitare azioni inconsulte e dannose · evitare l'aggravamento · proteggere l'infortunato da ulteriori rischi · favorirne la sopravvivenza · distinguere i casi urgenti da quelli gravi ma non urgenti · effettuare una corretta chiamata.
La sospetta frattura di colonna è gravissima ma può attendere: meglio non muovere e attendere con calma il Soccorso qualificato.

Cosa NON fare

  • Non muovere l'infortunato
  • Non trasportarlo con manovre o mezzi inadeguati
  • Non dare da bere (mai alcolici)

Cosa fare — la sequenza

  1. Valutare la scena e l'autoprotezione
  2. Allontanare i curiosi
  3. Valutare natura e dinamica dell'evento (traumatica, medica, di altra natura)
  4. Esame dell'infortunato: controllo primario (funzioni vitali) → controllo secondario (ispezione accurata) → soccorso psicologico
  5. Chiamare il 112
  6. Praticare i gesti di Primo Soccorso
  7. Completamento dell'assistenza
INTEGRAZIONE 112 o 118? Il numero unico europeo per le emergenze è il 112, attivo su tutto il territorio nazionale e da anni in Lombardia. La dispensa ufficiale cita ancora il 118: i due vanno considerati equivalenti.
115 = Vigili del Fuoco (soccorso tecnico).

Elementi per una corretta chiamata

  • Dinamica dell'intervento (traumatico, medico, di altra natura)
  • Numero di infortunati
  • Funzioni vitali dell'infortunato
  • Luogo dell'evento
  • Eventuali pericoli ambientali
  • Manovre di primo soccorso già effettuate
INTEGRAZIONE Segnalare subito il numero da cui si chiama e qualificarsi. Se l'evento è in casa: indirizzo preciso, cognome sul citofono, piano, presenza di ascensore, se si tratta di incidente o malore, eventuale patologia nota. Chi chiama riaggancia per ultimo.

Due regole pratiche

  • Epistassi: testa inclinata in avanti, comprimere la narice che sanguina, impacchi freddi su naso e fronte.
  • Ustioni: acqua corrente fresca.

Aspetti legali del soccorso

  • Omissione di soccorso: non sei obbligato a fare manovre, ma sei obbligato a chiamare.
  • Stato di necessità: non è punibile chi ha commesso il fatto perché costretto dalla necessità.
  • Defibrillatori: nessuno è punibile per l'utilizzo giustificato del defibrillatore.
  • Costituzione: nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
  • TSO: Trattamento Sanitario Obbligatorio, sottoscritto da un medico e da un delegato del sindaco.
  • ASO: Accertamento Sanitario Obbligatorio — il soccorritore chiede l'automedica per valutare se la persona necessiti dell'ospedale.
6 Funzioni vitali, BLS e RCP · 09/10

Le funzioni vitali

FunzioneOrgano
CoscienzaCervello (funzione nervosa)
RespiroPolmoni (funzione respiratoria)
CircoloCuore (funzione cardio-circolatoria)

Stato di coscienza: capacità di rispondere agli stimoli (verbali o tattili) in modo volontario.

Esame dell'infortunato

  1. Valutare la coscienza — inginocchiarsi a fianco, scuotere delicatamente per le spalle e chiedere «Signore/a mi sente? Come va?»
    • Cosciente → respira e il cuore batte: si passa al controllo secondario.
    • Incosciente → chiamare subito aiuto / il 112. Nell'incoscienza si rilassano tutti i muscoli: attenzione alla caduta della lingua e alla glottide.
  2. Valutare il respiro: osservare il movimento del torace, appoggiarvi una mano, ascoltare rumori e rantoli respiratori.
INTEGRAZIONE Respiro agonico (gasping) Nelle prime fasi dell'arresto cardiaco il respiro può essere superficiale, affannoso e rantolante: è un respiro agonico, inefficace. Non va confuso con il respiro normale: nel dubbio si agisce come se il respiro non ci fosse e si passa subito alle 30 compressioni.

Incosciente che respira → PLS

Posizione Laterale di Sicurezza — solo se si può ragionevolmente escludere un trauma. Serve a mantenere la pervietà delle vie aeree:
  • il materiale presente in bocca può fuoriuscire;
  • il capo resta esteso, la lingua si retrae e l'aria passa;
  • il corpo è stabile e non rotola.
Il lato nella maggior parte dei casi è indifferente; con arti rotti non si usano gli arti lesi come leva. Lattante: sul fianco, assicurato con un supporto dietro la schiena.
INTEGRAZIONE Se l'attesa si prolunga oltre 30 minuti, ruotare il soggetto sull'altro lato.
Donna in avanzato stato di gravidanza: PLS sul fianco sinistro (sul destro si ostacola il ritorno venoso attraverso la vena cava).
La PLS è indicata per malori o traumatismi modesti: NON per gravi traumatizzati.
Gravi errori da non commettere mai
  • Non mettere mai un incosciente seduto (la testa cade in avanti e non respira bene)
  • Non lasciare un incosciente supino e abbandonato a se stesso
  • Non dare mai da bere a un incosciente
  • Non provocare mai il vomito a un incosciente

La catena della sopravvivenza

Adulto — 4 anelliPediatrico
  1. Accesso precoce al Sistema di Emergenza (112)
  2. BLS precoce, con RCP
  3. Defibrillazione precoce
  4. ALS — rianimazione avanzata
  1. Prevenzione
  2. Chiamare i soccorsi
  3. Gesti di primo soccorso
  4. Defibrillazione precoce
  5. ALS

I primi 3 anelli sono di competenza del primo soccorritore; il 4° del Soccorso Avanzato.

BLS — Basic Life Support

Insieme di manovre ratificate a livello mondiale atte a mantenere o ripristinare le funzioni vitali di un infortunato che non è cosciente e non respira o non respira normalmente. Prevede la Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP).

Metodo ABC

IngleseIn pratica
AAirwayApertura delle vie aeree — controllo della facoltà di risposta e pervietà
BBreathingControllo della respirazione
CCirculationRCP in assenza di respiro o di respiro normale

Rianimazione Cardio-Polmonare

  • Senza ossigeno il cervello subisce lesioni irreversibili dopo 4–7 minuti; la morte cerebrale si completa entro 8–10 minuti.
  • Frequenza compressioni: 100–120 al minuto.
  • Profondità adulto: almeno 5 cm.
  • Rapporto: 30 compressioni / 2 ventilazioni.
  • Punto di compressione: metà inferiore dello sterno, centro del torace; calcagno della mano, braccia tese, spalle perpendicolari.
INTEGRAZIONE Dettagli dal manuale Dopo ogni compressione il torace si rilascia completamente, senza perdere il contatto con le mani. Compressione e rilasciamento devono avere la stessa durata. Se i soccorritori sono due, si alternano ogni 2 minuti.
RCP con sole compressioni: se il soccorritore laico non sa o non vuole ventilare, esegue solo le compressioni, continue, a 100 al minuto.

Ventilazioni

  • Bocca a bocca · bocca a naso · bocca a bocca-naso (lattante: si coprono bocca e naso insieme)
  • Estendere il capo, sollevare il mento, chiudere il naso, soffiare per circa 1 secondo finché il torace si solleva
  • Se la prima ventilazione è inefficace: controllare la bocca, riposizionare il capo, non più di 2 tentativi prima di tornare alle compressioni

Particolarità pediatriche

Lattante (< 1 anno)Bambino (1 anno → pubertà)
Tecnica2 dita1 mano
PuntoTerzo inferiore dello sterno, sotto la linea fra i capezzoliTerzo inferiore dello sterno
Profondità~1/3 del torace3–4 cm (~1/3)
VentilazioneBocca-bocca/nasoBocca a bocca
Ritmo30:2 per il soccorritore inesperto (15:2 se qualificato)
INTEGRAZIONE In età pediatrica si inizia con 5 insufflazioni Nel bambino la causa è quasi sempre respiratoria, non cardiaca: la RCP pediatrica inizia con 5 insufflazioni, poi si prosegue 30:2. Se il soccorritore è solo: 1 minuto di RCP e poi chiama il 112.
Lo stesso schema vale per annegamento, trauma, intossicazione, ostruzione — cioè ogni arresto di origine asfittica, anche nell'adulto.
Se il bambino è molto robusto o ha più di 8 anni, si usano le manovre dell'adulto.

Quando interrompere

  • Quando la vittima manifesta segni di ripresa (respira normalmente)
  • All'arrivo del soccorso qualificato
  • Quando il soccorritore è esausto
  • Quando richiesto dal defibrillatore, in caso di utilizzo

Richiami di anatomia

Apparato respiratorio: vie aeree superiori (naso, faringe) e inferiori (laringe, trachea, bronchi, polmoni). L'epiglottide impedisce il passaggio di cibo nelle vie aeree; nell'incoscienza si rilascia. Bronco destro → 3 rami (polmone trilobato), sinistro → 2 rami (bilobato).

La cellula: nucleo (DNA), citoplasma, ribosomi, mitocondri.  Cellula → tessuto → organo → apparato.

Aria inspirataAria espirata
Ossigeno21%16%
Anidride carbonica0,03%4,3%
Azoto e gas nobili78–79%79%
INTEGRAZIONE Inspirazione = movimento attivo (il diaframma si abbassa, il torace si espande). Espirazione = movimento passivo.
Atti respiratori a riposo: 12–16 al minuto nell'adulto, 30–40 nel bambino piccolo.
Centro di regolazione: il bulbo rachidiano (midollo allungato).
Triangolo della vita: polmoni – encefalo – cuore; una lesione in uno si ripercuote subito sugli altri.

Il sangue: parte liquida plasma (55%), parte corpuscolata (45%) = globuli rossi, globuli bianchi, piastrine. L'ossigeno si fissa sull'emoglobina contenuta nei globuli rossi.

Funzioni del sangue: respiratoria, nutritiva, escretoria, termoregolatrice, omeostatica, difensiva, regolatrice, coagulativa.

INTEGRAZIONE Valori Globuli rossi 4.500.000–5.000.000/mm³ · globuli bianchi 5.000–8.000/mm³ · piastrine 200.000–300.000/mm³.
Cuore: 4 cavità (2 atri, 2 ventricoli); sistole = contrazione, diastole = decontrazione.
Arterie portano il sangue in uscita dal cuore, vene lo riportano al cuore.
Grande circolazione: cuore → tessuti → cuore. Piccola circolazione: cuore → polmoni → cuore.
7 Arresto respiratorio e ostruzione · 13/10

Cause di arresto respiratorio

1. L'aria non arriva ai polmoni

  • Ostacolo: caduta della lingua nell'incosciente supino, corpo estraneo, rigurgito, terra (frane), neve (valanghe), acqua (annegamento), impiccagione, strangolamento
  • Paralisi dei muscoli respiratori: folgorazione, farmaci (sedativi, ansiolitici, sonniferi, ipnotici), alcol, droghe, traumi cranici, lesioni vertebro-midollari del tratto cervicale, tetano, poliomielite
  • Compressione toraco-addominale esterna: schiacciamenti da frane, terremoti, incidenti, infortuni sul lavoro
  • Traumi al torace

2. L'aria arriva ma è alterata

  • Carente di ossigeno (alta quota)
  • Troppo ricca di anidride carbonica: spazi confinati, cantine con mosto d'uva, silos di foraggi
  • Presenza di gas tossici: monossido di carbonio, gas domestico, cianuri, prodotti industriali

3. Arresto cardiaco

INTEGRAZIONE Monossido di carbonio (CO) Senza odore, senza colore, insapore. Si lega stabilmente all'emoglobina formando la carbossiemoglobina, che dà alla vittima un caratteristico colorito roseo-rosso del viso. Attenzione a bracieri, stufe a legna o carbone, garage non ventilati, tunnel.
Primo soccorso: autoprotezione, allontanare il soggetto, chiamare il 112, RCP se necessario. Non basta la RCP: serve ossigeno ad altissima concentrazione somministrato dal soccorso qualificato.
INTEGRAZIONE Fughe di gas domestico — cosa NON fare Non entrare senza riflettere · non accendere candele o fiammiferi · non toccare interruttori, non suonare il campanello, non usare telefono o citofono · non camminare con scarpe chiodate.
Entrare trattenendo il respiro, aprire le finestre, uscire, rientrare e trascinare fuori la vittima; chiudere la sorgente di gas.

Ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo

Parziale / incompletaTotale / completa
Difficoltà respiratoria · tosse · sibili. Il soggetto è cosciente e riesce a respirare.
→ INCORAGGIARE A TOSSIRE, non intervenire
Non riesce a parlare, respirare né tossire · mani alla gola (segno universale) · rapida cianosi · possibile perdita di coscienza
→ MANOVRE DI DISOSTRUZIONE

Adulto cosciente

  1. Fino a 5 colpi dorsali (interscapolari): soccorritore di fianco e un po' dietro, una mano sul torace, il soggetto proteso in avanti.
  2. Se inefficaci, fino a 5 compressioni addominali — manovra di Heimlich:
    • alle spalle dell'infortunato, circondandolo con le braccia;
    • una mano a pugno con il pollice all'interno, posizionata tra l'estremità dello sterno e l'ombelico («bocca dello stomaco»);
    • si afferra il pugno con l'altra mano e si comprime verso l'interno e verso l'alto;
    • ogni spinta è separata e distinta, veloce ed elastica.
  3. Si alternano 5 colpi e 5 compressioni fino all'espulsione, all'arrivo dei soccorritori o alla perdita di coscienza.

Adulto non cosciente

  1. Adagiare a terra, allertare il 112
  2. 30 compressioni toraciche (favoriscono di per sé l'espulsione)
  3. Tentare 2 insufflazioni: se il torace non si solleva, controllare il cavo orale, rimuovere corpi estranei visibili, riposizionare il capo
  4. Proseguire 30:2 fino all'arrivo dei soccorsi, alla ripresa del respiro o all'esaurimento
Non praticare la pulizia digitale su pazienti coscienti né su soggetti in convulsioni.

Lattante cosciente (< 1 anno)

  1. Far chiamare subito il 112
  2. Fino a 5 colpi dorsali: il piccolo prono sull'avambraccio, testa più bassa del torace, mandibola sostenuta con 2 dita
  3. Fino a 5 compressioni toraciche: supino, testa in basso, 2 dita sulla parte inferiore dello sterno, un dito sopra il processo xifoideo
  4. Alternare fino a espulsione, arrivo dei soccorsi o perdita di coscienza

Bambino cosciente (1 anno → pubertà)

  1. Chiamare il 112
  2. 5 colpi dorsali
  3. Se inefficaci, manovra di Heimlich come per l'adulto (compressioni sottodiaframmatiche), a bambino in piedi
  4. Alternare fino a espulsione o perdita di coscienza

Lattante / bambino NON cosciente

  1. Chiamare il 112, posizionare su un piano rigido
  2. Rimuovere il corpo estraneo solo se affiora dalla bocca
  3. Iniziare la RCP con 5 insufflazioni, poi proseguire 30:2
  4. Se il soccorritore è solo: 1 minuto di RCP e poi chiama il 112

Situazioni particolari

Annegamento

  • Autoprotezione: non buttarsi in acqua; munirsi di un galleggiante
  • Chiamare il 112, verificare le modalità dell'evento
  • Portare la vittima fuori dall'acqua (il massaggio si fa solo su piano rigido)
  • NON perdere tempo a far uscire l'acqua dalle vie aeree — la manovra di Heimlich serve solo per materiale solido
  • Incosciente che respira → PLS; incosciente che non respira → RCP iniziando con 5 insufflazioni
  • Se il soccorritore è solo: 1 minuto di RCP prima di chiamare
INTEGRAZIONE Idrocuzione («annegamento secondario»): sincope da immersione brusca in acqua fredda. L'arresto cardiaco precede quello respiratorio, quindi il colorito non è cianotico ma bianco-livido → in questo caso si inizia con 30 compressioni.
Attenzione: un tuffo in acqua bassa può dare traumi gravissimi — trattare come traumatizzato.

Folgorazione

  • Agire sempre in sicurezza: staccare la corrente, mai toccare l'infortunato in contatto con un conduttore
  • Spostarlo con un bastone o tavoletta di legno (acqua e metalli sono conduttori)
  • Alta tensione: NON avvicinarsi mai se la corrente non è stata staccata — retrocedere e dare l'allarme
  • Effetti: calorico, muscolo-scheletrico, nervoso, cardio-circolatorio
  • Incosciente che respira → PLS; che non respira → RCP

Intossicazione acuta da farmaci

  • Informarsi su sostanza, quantità e tempo trascorso dall'ingestione
  • Allertare il 112
  • Se ben cosciente: farlo muovere, favorire il vomito con prudenza (nel dubbio non provocarlo)
  • Se incosciente: NON provocare il vomito; PLS se respira, RCP se non respira
  • Raccogliere un campione di vomito / urina e il contenitore del farmaco e consegnarli ai sanitari
INTEGRAZIONE Nei bambini è pericoloso provocare il vomito anche se coscienti: dita o cucchiaino in gola possono causare edema della glottide.
Mai provocare il vomito negli avvelenamenti da sostanze caustiche (acidi, soda, candeggina).

Intossicazione da gas tossici

  1. Allertare il 112
  2. Entrare trattenendo il respiro e favorire il ricambio d'aria
  3. Uscire all'aperto e riprendere fiato
  4. Rientrare e trascinare fuori l'infortunato
  5. PLS se respira, RCP se non respira
8 Emorragie
Emorragia = fuoriuscita di sangue da uno o più vasi.

Classificazione per vaso

  • Arteriosa: il sangue schizza a zampilli intermittenti, rosso vivo
  • Venosa e mista: il sangue cola con flusso lento e continuo, rosso scuro
  • Capillare

Classificazione per sede

  • Esterne: il sangue si vede uscire attraverso una ferita
  • Interne: il sangue non si vede, resta in una cavità o si infiltra nei tessuti
  • Esteriorizzate: il sangue esce all'interno ma viene emesso da un orifizio naturale

Le esteriorizzate

NomeSede e significato
OtorragiaOrecchio. Dopo un trauma fa sospettare frattura della base cranica. Non muovere, non tamponare, non contrastare la fuoriuscita
RinorragiaNaso, ma il sangue proviene dall'interno della cavità cranica; spesso dopo trauma cranico, abbinata a otorragia. Non tamponare
EpistassiIl comune «sangue dal naso». Comprimere la narice, testa in avanti, impacchi freddi
Emottisi / EmoftoeBocca, sangue proveniente dall'apparato respiratorio, espulso con la tosse: rosso e schiumoso
EmatemesiBocca, sangue dall'apparato digerente emesso col vomito. Rosso vivo (varice esofagea) o marrone scuro se digerito (ulcera)
RettorragiaAno, sangue rosso vivo a striature sulle feci (polipo, emorroidi)
MelenaAno, sangue digerito: nero come la pece, consistenza di fondi di caffè, odore fetido. Proviene da parti alte del tubo digerente
EmaturiaSangue misto alle urine
MetrorragiaVagina, fuori dal periodo mestruale. Non introdurre tamponi in vagina; tamponamento esterno, ghiaccio sul basso ventre (non più di 20 minuti)

Le interne

  • Ecchimosi: elementi sanguigni diffusi sotto pelle (il comune livido)
  • Ematoma: raccolta di sangue nei tessuti molli
  • Trattamento: ghiaccio nelle prime 12–24 ore per arrestare il versamento; dopo, caldo per favorire il riassorbimento
  • Perdita di sangue in cavità: gravissima, non si vede (rottura di milza o rene, frattura di femore, ulcera perforata)

Primo soccorso — emorragie esterne

  1. Compressione diretta sul punto di fuoriuscita: prima manuale, poi tampone di garza e bendaggio compressivo (il nodo preme sul punto di lesione)
  2. Sollevare la parte ferita, se non vi è frattura
  3. Applicazioni fredde
  4. Calma e tranquillità: l'agitazione aumenta le pulsazioni e quindi l'emorragia
  5. NON somministrare alcolici — dilatano i vasi
  6. Se necessario, portare in ospedale
Autoprotezione: sempre guanti monouso o almeno un sacchetto di plastica.
INTEGRAZIONE Due posizioni da ricordare
  • Emorragie delle parti ALTE del corpo → posizione semiseduta
  • Emorragie delle parti BASSE del corpo → posizione orizzontale con gambe sollevate

Emorragie interne gravi

Segni e sintomi (sono quelli dello shock)

  • Cosciente o incosciente; prima molto agitato, poi torpido e sonnolento
  • Pallore estremo, cianosi alle estremità e alle labbra, pelle fredda e umida, sudore freddo
  • Brividi, tremori; ha freddo e ha sete
  • Polso piccolo e frequente; respiro rapido e superficiale

Cosa fare

  • Allertare il 112
  • Posizione antishock: a terra con arti inferiori sollevati
  • Favorire la respirazione, coprire l'infortunato (ma non troppo, non deve sudare)
  • Non somministrare liquidi (no alcol, no caffè, no stimolanti)
  • Non applicare fonti di calore (borse d'acqua calda, termofori)
  • Soccorso psicologico; controllo delle funzioni vitali

Emorragie gravi / gravissime

  1. Autoprotezione · allertare il 112 · tranquillizzare il ferito
  2. Posizione antishock
  3. Compressione a distanza, a monte della ferita: femorale, carotide, succlavia, ascellare, omerale
  4. Ghiaccio sulla ferita
  5. ECCEZIONALMENTE laccio emostatico
  6. Niente alcolici; controllo delle funzioni vitali

Laccio emostatico

SìNo
Strisce o cinture di stoffa, cravatta, foulard — a nastro piatto e largoSpaghi, cordoni, fili di ferro, calze di nylon, materiali penetranti
INTEGRAZIONE Regole del laccio
  • È molto rischioso: prima si tenta sempre la compressione diretta e quella a distanza. Si usa solo in casi estremi e solo per gli arti.
  • Dove: a monte della ferita, tra la ferita e il cuore, sempre sopra il gomito e sopra il ginocchio.
  • Segnare l'ora esatta di applicazione in modo visibile.
9 Lesioni della cute e ferite
INTEGRAZIONE La cute Tre strati: epidermide (più esterno, senza vasi né terminazioni nervose), derma (ricco di vasi, ghiandole sebacee e sudoripare, terminazioni nervose), sottocute (pannicolo adiposo). Annessi: unghie e peli.
Funzioni: impenetrabilità ai germi se integra · impermeabilità · protezione da agenti fisici e climatici · termoregolazione · regolazione delle perdite d'acqua · depurazione · sensibilità.
Ferita = interruzione della continuità della cute.

Complicanze delle ferite

  • Emorragia
  • Infezione (germi piogeni e bacillo del tetano)
  • Lesioni ad organi interni
  • Shock
INTEGRAZIONE La gravità di una ferita si giudica da: 1) estensione   2) profondità   3) presenza di corpi estranei   4) localizzazione della lesione.

Tipi di ferite

  • Abrasione: lesione superficiale da corpo tagliente
  • Escoriazione: lesione superficiale da corpo contundente irregolare, ruvido
  • Da punta (anche punture di spine) · da taglio (margini netti) · da punta e taglio
  • Lacera (margini irregolari) · lacero-contusa (margini irregolari e contusi)
  • Da arma da fuoco

Ferite superficiali

  1. Autoprotezione; lavarsi bene le mani
  2. Far sanguinare la ferita sotto acqua corrente
  3. Lavare con acqua e sapone, completare con acqua ossigenata
  4. Per la pulizia usare sempre garza
  5. Rimuovere solo corpi estranei di piccole dimensioni
  6. Disinfettare i margini con disinfettante incolore
  7. Tamponare l'emorragia con compressione diretta
  8. Coprire con garza sterile fissata tutt'intorno dal cerotto, oppure con tubolare di rete
MAI cotone idrofilo · alcol · tintura di iodio · pomate e polveri Alcol e iodio sono lesivi; i disinfettanti colorati nascondono l'evoluzione della ferita.

Ferite gravi

  • Mettere a nudo la ferita tagliando gli abiti
  • Arrestare l'emorragia; proteggere con garza e telo sterile
  • NON estrarre mai corpi estranei: circondare l'oggetto infisso con un telino a «ciambella», o affiancare due confezioni di ghiaccio istantaneo
  • Prevenire lo shock; allertare il 112
INTEGRAZIONE Sono sempre gravi e vanno in Pronto Soccorso: ferite al viso, agli orifizi naturali, quelle contenenti corpi estranei, quelle al torace e all'addome.
Ferita al torace: se mette in comunicazione l'esterno con il cavo pleurico (ferita «soffiante») porta al pneumotorace. Cosciente → semiseduta sul lato leso; incosciente → PLS sul lato leso.
Ferita all'addome: se c'è eviscerazione non toccare e non coprire con garza o teli (si incollerebbero all'ansa intestinale): usare un oggetto concavo (tazza, bacinella, piatto rovesciato). Sollevare un po' gli arti inferiori; non dare nulla da bere.

Amputazione

Sull'infortunato

  • Arrestare l'emorragia: per le grosse amputazioni preferire la compressione diretta al laccio; per le dita, fasciatura compressiva
  • Coprire il punto di amputazione con garza umida e telo pulito
  • Trasporto in Pronto Soccorso

Sul segmento amputato

  1. Sciacquare rapidamente solo se molto sporco — mai alcol, iodio o disinfettanti alcolici
  2. Avvolgere in un telino umido e inserire in un sacchetto di plastica chiuso ermeticamente
  3. Mettere il sacchetto in un secondo contenitore con acqua e ghiaccio
  4. Consegnarlo al personale sanitario per un Centro di Microchirurgia
Tempi utili per il reimpianto 6–8 ore per i segmenti grossi · 12–14 ore per i segmenti piccoli
INTEGRAZIONE Infezione della ferita Sintomi: dolore, rossore, calore, tumefazione, pulsazione, eventuale rialzo della temperatura; formazione di pus.
Patereccio (ascesso intorno al dito): bagni in acqua calda e sale. Foruncolo: non schiacciarlo mai.

Tetano

Infezione dovuta alla penetrazione nella ferita di un bacillo anaerobio e sporigeno. Le spore resistono nell'ambiente esterno: terra, letame, sporcizia, polvere, ruggine. Entrate nella ferita, il germe si sviluppa ed emette tossine che attaccano il sistema nervoso.

  • Incubazione: da 2–3 giorni fino a 20–30 e oltre
  • Sintomi: febbre elevata, irrigidimento dei muscoli facciali, inchiodamento della mandibola, contrazioni dolorosissime che si estendono al tronco; rischio di morte per asfissia

Immunità, vaccinazione e sieroprofilassi

Gli esseri viventi sono formati da proteine: quelle proprie sono SELF, quelle di altri organismi sono NON SELF (antigeni) e inducono la produzione di anticorpi.

VaccinazioneSieroprofilassi
ImmunitàAttiva: l'organismo produce i propri anticorpiPassiva: riceve anticorpi già pronti
Cosa si introduceGermi attenuati o uccisi, o le loro tossine (antigeni)Siero da sangue di individui già vaccinati
EffettoNon immediato ma duraturoImmediato ma breve (15–20 giorni)
SignificatoPreventivoNon preventivo: solo per ferite sospette in non vaccinati
10 Lesioni da caldo e da freddo · 16/10

Ustioni — tipi

  • Termiche: calore secco (fuoco, elettricità) o umido (acqua, vapore bollente, olio)
  • Da radiazioni · elettriche · chimiche (causticazioni, da acidi e basi forti)

Profondità

GradoLesioneNote
IEritema — arrossamento dello strato più superficialeTipico l'eritema solare
IIFlittene (vescicole) — strati più profondi, trasudato plasmaticoSe si rompono c'è rischio di infezione
IIINecrosi della pelle a tutto spessoreInteressati gli strati sottostanti; perdita di sensibilità

Estensione — regola del 9%

Distretto%
Testa9%
Tronco anteriore / posteriore18% + 18%
Arto superiore (ciascuno)9%
Arto inferiore (ciascuno)18%
INTEGRAZIONE Profondità vs estensione La gravità dell'ustione in sé dipende dalla profondità; la gravità delle condizioni generali del paziente dipende dall'estensione.
Ustioni oltre il 30% della superficie corporea sono molto gravi in un bambino; oltre il 60% possono essere mortali nell'adulto.
Altri fattori: età (< 5 anni o > 60 anni), malattie preesistenti, indumenti sintetici, sede (collo, volto, articolazioni, orifizi), tipo di agente, durata del contatto.
Complicanze: infezioni (anche tetano), shock, blocco renale.

Ustioni semplici

  • Raffreddare con acqua corrente fresca per almeno 10 minuti
  • Se possibile sfilare subito anelli, orologi, braccialetti
  • NON forare le bolle integre
  • Coprire con garza e tubolare di rete
  • Se le bolle si rompono, trattare come ferite
  • Accompagnare in PS se estese e numerose

Ustioni gravi

  • Allertare il 112, segnalando agente ustionante, grado ed estensione, e dati del soggetto
  • Raffreddare con acqua corrente fresca (10–15 minuti, nei primi 15–20 minuti dall'evento)
  • NON rimuovere gli abiti se ci sono stati fuoco vivo e tessuti «incollati»; rimuovere solo gli strati esterni se liquido bollente
  • Coprire con garze e telo pulitissimo / lenzuolo asciutto
  • Misure antishock
  • Controllo delle funzioni vitali
MAI pomate, olio, grassi · disinfettanti · alcolici
INTEGRAZIONE Due precisazioni del manuale
  • Per il grande ustionato in attesa di trasporto si consiglia di far bere acqua con un po' di sale — a differenza della regola generale «non dare da bere», che resta valida per l'incosciente e per i traumi addominali.
  • Abiti in fiamme: impedire al soggetto di correre, soffocare le fiamme avvolgendolo in una coperta o facendolo rotolare al suolo. Mai acqua su petrolio, benzina, alcol.
  • Causticazioni: lavare abbondantemente con getto violento di acqua corrente per almeno 10 minuti, sfilando gli indumenti contaminati mentre si sciacqua.

Congelamenti

Lesione locale da freddo: colpisce soprattutto le estremità (mani, piedi, naso, orecchie).

Fattori favorenti

  • Freddo umido · immobilità prolungata · posizione eretta
  • Digiuno · fatica · ubriachezza
  • Scarpe e abiti stretti

Segni e sintomi

  • Parte pallida/bianca che tende al bluastro
  • Intorpidimento e formicolio, rigidità, mobilità diminuita
  • Dolore iniziale, poi insensibilità
  • Flittene scure → necrosi nei casi più gravi

Primo soccorso

  • Portare al riparo; allentare indumenti e scarpe, togliere anelli e orologi, sostituire gli indumenti bagnati
  • Riscaldare con il calore del proprio corpo (sotto le ascelle, fra le cosce); coperte per tutto il corpo
  • Non avvicinare a fonti di calore diretto, non portare di colpo in ambiente caldo
  • Non frizionare direttamente la parte se il congelamento è grave. Il massaggio si fa solo nel congelamento superficiale, partendo da una zona più lontana e procedendo dal basso verso l'alto, in direzione del cuore
  • Bevande calde molto zuccherate — no alcolici
  • Allertare il Soccorso qualificato
11 Shock
Stato di sofferenza dell'organismo grave e progressivo, potenzialmente mortale, dovuto a ridotta perfusione dei tessuti in seguito a caduta della pressione arteriosa. È uno squilibrio tra contenitore (vasi) e contenuto (sangue). L'organo che più ne risente è il cervello.

Tipi di shock

MeccanismoTipoCause
Diminuzione del volume dei liquidiIpovolemicoEmorragie imponenti, ustioni gravi ed estese, vomito, diarrea, sudorazione profusa, abuso di diuretici
Vasodilatazione
volume invariato, calibro aumentato
NeurogenoTraumi del tronco encefalico e del midollo spinale, alcuni farmaci, dolore fisico intenso e prolungato
AnafilatticoAllergie: medicinali, sieri, punture d'insetti. Può arrivare all'edema della glottide
SetticoGravi malattie infettive
Diminuzione della capacità del cuoreCardiogenoPatologie cardiache (miocarditi, lesioni, valvulopatie), ostruzione acuta del circolo (embolia polmonare), folgorazione

Segni e sintomi

  • Pallore intenso · cianosi alle estremità e alle labbra
  • Pelle fredda e umida, sudore freddo · brividi, tremore
  • Polso debole e frequente · respiro superficiale e affannoso
  • Nausea, vomito, sete
  • Diminuzione o blocco della funzione urinaria
  • Cosciente o incosciente; prima sovreccitato, poi abbattuto, apatico, torpido
INTEGRAZIONE I sintomi non compaiono tutti insieme e possono manifestarsi anche a ore di distanza.
«Ogni infortunato è potenzialmente uno shockato»: davanti a un evento grave il soccorritore deve prevedere e prevenire lo shock, anche se i sintomi non ci sono ancora.

Primo soccorso

  • Allertare il 112
  • Rimuovere la causa scatenante se possibile (es. bloccare l'emorragia)
  • Slacciare ciò che stringe
  • Posizione antishock: supino con arti inferiori sollevati
  • Favorire la respirazione; coprire ma non troppo (non deve sudare)
  • Non liquidi, non alcol, non caffè né stimolanti per il cuore
  • Non applicare fonti di calore
  • Soccorso psicologico; controllo delle funzioni vitali
Infortunato cosciente: supino con arti sollevati. Incosciente: PLS con gambe sollevate.
Chi NON va messo in posizione antishock
  • Traumatizzato cranico (non sollevare mai gli arti inferiori)
  • Sospetto frattura di colonna vertebrale — non muoverlo affatto
  • Infarto del miocardio (aumenterebbe il lavoro del cuore)
  • Ictus cerebrale
  • Chi ha difficoltà respiratorie → semiseduto
  • Donna in avanzato stato di gravidanza → distesa, o PLS sul fianco sinistro
12 Emergenze cardio-circolatorie e neurologiche

Infarto del miocardio

Per ostruzione di un ramo delle coronarie (trombosi o embolia) si ha ischemia prolungata con necrosi della zona di cuore irrorata. Se ignorato porta all'arresto cardio-circolatorio.

INTEGRAZIONE Angina pectoris vs infarto Ischemia temporanea = angina pectoris: dolore precordiale costrittivo che si risolve in pochi minuti, senza necrosi. Se il malato ne è provvisto, una pastiglia di trinitrina sotto la lingua.
Ischemia prolungata con necrosi = infarto del miocardio. Se il dolore si prolunga, è infarto.

Segni e sintomi

  • Dolore retrosternale / precordiale costrittivo, prolungato («pesa e stringe»)
  • Irradiazione a petto, braccio sinistro, scapola, collo, mandibola, fino al polso
  • Agitazione, angoscia («mi sento morire»)
  • Pallore (colorito grigio terreo) e sudorazione fredda
  • Senso di «peso» allo stomaco, nausea, vomito — spesso confuso con disturbi di digestione
  • Dispnea; polso piccolo e frequente
  • Può perdere coscienza
INTEGRAZIONE Esiste l'infarto silente, senza sintomatologia classica, riscontrabile solo con l'elettrocardiogramma.
Nel corso di un infarto può insorgere fibrillazione ventricolare → arresto cardiaco: da qui l'importanza della defibrillazione precoce. La maggior parte delle morti improvvise non traumatiche avviene in casa, in presenza di un solo soccorritore.

Primo soccorso

  • Allertare il 112 — NON aspettare che il dolore «passi»
  • Tranquillizzare il soggetto
  • IMMOBILITÀ ASSOLUTA
  • Posizione semiseduta o antalgica, quella più comoda per lui
  • NON la posizione antishock, anche se è pallido
  • NON somministrare cibi o bevande
  • Controllo delle funzioni vitali; se perde coscienza, subito BLS (30:2)

Edema polmonare acuto

Accumulo di liquido negli alveoli polmonari. Spesso conseguenza di insufficienza cardiaca: il cuore non pompa, il sangue ristagna, il liquido trasuda dove dovrebbe esserci solo aria. Si instaura un quadro di asfissia.

Segni e sintomi

  • «Fame d'aria», respiro corto e faticoso, a rantoli
  • Tosse con escreato schiumoso, bianco o rosato
  • Cianosi, occhi sbarrati, agitazione
  • Sudorazione profusa
  • Cerca istintivamente la posizione seduta

Primo soccorso

  • Chiamare con urgenza il 112
  • Favorire la posizione semiseduta
  • Tranquillizzare il soggetto
  • Controllo delle funzioni vitali ed eventuale RCP

Ictus cerebrale

EmorragicoIschemico
Un vaso cerebrale si rompe: il sangue invade la scatola cranica e comprime; la zona irrorata non riceve più nulla Un trombo o embolo occlude un'arteria cerebrale: il cervello non riceve sangue e i neuroni muoiono
INTEGRAZIONE Fattori favorenti: ipertensione e arteriosclerosi. L'emorragia può derivare anche da un aneurisma.
T.I.A. (Attacco Ischemico Transitorio): occlusione temporanea che si risolve in breve senza necrosi.

Segni e sintomi

  • Alterazione della coscienza fino al coma; sonnolenza
  • Viso congesto (se ipertensione); respiro alterato; polso lento e pieno
  • Anisocoria (asimmetria delle pupille)
  • Perdita di funzione su metà del corpo, dal lato opposto alla lesione: emiparesi / emiplegia, emianestesia
  • Paralisi dei muscoli facciali («bocca storta»), difficoltà di parola (afasia), disturbi della deglutizione
  • Disorientamento nello spazio e nel tempo, disturbi dell'equilibrio
  • Cefalea violenta, vomito non preceduto da nausea, elevata pressione arteriosa
  • Test CPSS: chiedere di sorridere — il labbro non si solleva allo stesso livello

Primo soccorso

  • Chiamare immediatamente il 112 — «il tempo è cervello»
  • Non aspettare che i sintomi si risolvano da soli, non chiamare il medico di base
  • Cosciente → semiseduto / semisdraiato (gambe distese, tronco rialzato di circa 30°)
  • Incosciente → PLS
  • MAI posizione antishock, mai sollevare gli arti inferiori
  • Controllo delle funzioni vitali
INTEGRAZIONE Congestione cerebrale (da non confondere con l'ictus) Maggior afflusso di sangue al cervello: viso arrossato e congesto. Cause esogene (colpo di sole, colpo di calore, intossicazione da alcolici) o endogene (ipertensione). Sintomi: mal di testa, vertigini, ronzii, rossore al volto, stanchezza, sonnolenza. Primo soccorso: posizione semiseduta, ghiaccio in testa, consultare un medico.
Regola generale dei malori: incosciente pallido → antishock e/o PLS  |  incosciente rosso in viso → semiseduta.
13 Perdite di coscienza e malori
INTEGRAZIONE Cosa può alterare la coscienza Scarsa ossigenazione cerebrale · scarsa irrorazione · scarsa nutrizione delle cellule · danni da agenti meccanici (trauma cranico) · da agenti fisici (sole, calore, freddo, elettricità) · da agenti chimici esogeni (farmaci, alcol, stupefacenti, veleni) o endogeni (coma diabetico) · disturbi del sistema nervoso (convulsioni, epilessia, isterismo) · insufficienza e arresto cardiocircolatorio.
In caso di «malore» il soccorritore non è tenuto a fare diagnosi.

Lipotimia (svenimento)

Perdita di coscienza modesta e transitoria. Cause: abbassamento della pressione, anemia, digiuno, esaurimento, ambienti chiusi, stazione eretta prolungata, calore, fatica, dolore, emozioni.

Segni e sintomi

  • La persona cede sulle gambe; pallore, sudorazione
  • Polso e respiro presenti, ma deboli e lenti
  • Può essere preceduta da malessere, nausea, debolezza, capogiro, annebbiamento della vista, ronzii o fischi

Primo soccorso

  • Posizione antishock
  • Slacciare ciò che stringe (colletto, cintura)
  • Arieggiare l'ambiente, allontanare la folla
  • Se l'incoscienza si prolunga: PLS, allertare il 112, controllare le funzioni vitali
Cosa NON fare nella lipotimia MAI schiaffi · MAI dare da bere finché non ha ripreso conoscenza e non può deglutire · MAI alcolici (dilatano i vasi periferici e favoriscono l'ipotensione) · MAI spruzzare acqua gelata sul viso · non abbandonarlo appena sta meglio: tenerlo ancora sdraiato, perché l'evento può ripetersi.

Sincope

Perdita di coscienza improvvisa e completa.

  • Sintomi: incoscienza, pallore, pelle fredda, sudorazione, polso e respiro alterati fino all'arresto
  • Cause: cardiache (riduzione della gittata), idrocuzione (tuffo in acqua gelida), folgorazione, ipotensione ortostatica
  • Primo soccorso: posizione antishock e/o PLS; in assenza di respiro, RCP
INTEGRAZIONE Il manuale la chiama sincope cardiaca: perdita improvvisa di coscienza con arresto cardiaco seguito immediatamente da arresto respiratorio. Non va confusa con la lipotimia, in cui le funzioni vitali sono conservate.
Collasso cardiaco: stato analogo allo shock, ma con insufficienza del cuore più intensa.
Lipotimia, sincope e collasso appartengono alla stessa famiglia: c'è sempre un difetto di ossigenazione del cervello, cambia il grado di gravità.

Colpo di sole

Dovuto all'azione diretta dei raggi del sole sul capo.

Segni e sintomi

  • Inizialmente: malessere, stordimento, cefalea, colorito rosso acceso al volto, sudorazione profusa, nausea, vomito, vertigini, ronzii, fastidio alla luce, disturbi visivi, confusione mentale, possibili allucinazioni; polso frequente
  • Successivamente: calo della pressione, evoluzione verso lo shock, pallore, pelle fredda e umida, polso piccolo e frequente, coma

Primo soccorso

  • Portare all'ombra, in ambiente fresco e ventilato; allertare il 112
  • Fase iniziale (rossore) → posizione semiseduta, impacchi di acqua fresca sulla fronte, acqua e sale se cosciente
  • Fase avanzata (pallore) → posizione antishock
  • Incosciente → PLS con gambe sollevate
  • Spugnature fresche, ma evitare bruschi raffreddamenti
INTEGRAZIONE La distinzione importante è tra fase di rossore (semiseduta) e fase di pallore (antishock).

Colpo di calore

In ambiente molto umido e poco ventilato il sudore non evapora: la sudorazione si arresta e il corpo non elimina più il calore. Frequente in fonderie, miniere, auto chiuse surriscaldate.

Segni e sintomi

  • Malessere e sete intensa
  • Pelle ardente e secca (febbre oltre i 40°C)
  • Colorito rosso acceso, poi cianotico / pallore; pupille dilatate
  • Nausea, vomito, crampi, cefalea
  • Respirazione profonda poi superficiale e frequente, dispnea
  • Polso pieno e rapido, poi piccolo e rapido
  • Eccitazione nervosa fino al delirio, torpore, poi coma

Primo soccorso

  • Allertare il 112; portare in ambiente fresco e ventilato
  • Liberare dagli indumenti, avvolgere in asciugamani umidi, impacchi freschi
  • Ghiaccio ai lati del collo, polsi, caviglie, inguini, sotto le ascelle, dietro le ginocchia
  • Se rosso in viso e cosciente → semiseduta; far bere acqua e sale (non gelata)
  • Fase avanzata / incosciente → PLS; se in shock, PLS con arti inferiori rialzati
NON far scendere bruscamente la temperatura corporea: si provocherebbe un collasso.
Colpo di sole vs colpo di calore — il primo è causato dai raggi solari sul capo, il secondo dall'ambiente caldo-umido che impedisce l'evaporazione del sudore. Nel colpo di calore la pelle è secca e ardente, nel colpo di sole c'è sudorazione profusa.

Assideramento (ipotermia)

Effetto del freddo intenso e protratto su tutto l'organismo (il congelamento è invece una lesione locale).

Segni e sintomi

  • Fiacchezza fisica e mentale, irritabilità, irragionevolezza, tremito
  • Torpore, mancanza di volontà, difficoltà a coordinare i movimenti
  • Difficoltà di vista e di parola, tachicardia
  • Bisogno invincibile di dormire, sonno con allucinazioni
  • Progressiva diminuzione delle attività fisiologiche: sonnolenza fino al coma, polso debole, respiro lento fino all'arresto

Primo soccorso

  • Allertare il 112; portare al riparo, in ambiente asciutto ma non eccessivamente riscaldato
  • Togliere gli abiti bagnati, rivestire con indumenti asciutti e tiepidi
  • Riscaldare gradualmente con massaggi, coperte e panni caldi; non avvicinare a fonti dirette di calore
  • Se assopito, risvegliarlo e invitarlo a muoversi
  • Bevande calde molto zuccherate / caffè forte zuccherato — no alcolici
  • Non immergere in acqua troppo calda (rischio di collasso)

Epilessia

Affezione cerebrale con accessi convulsivi e perdita di coscienza: un gruppo di neuroni produce improvvisamente impulsi anomali. Può essere essenziale (senza causa apparente) o conseguente a una lesione del sistema nervoso.

Grande male — le fasi

  1. Aura epilettica (non costante): sintomi premonitori soggettivi, visivi, olfattivi, acustici
  2. Eventuale grido iniziale
  3. Perdita di coscienza con caduta a terra, occhi «rovesciati»
  4. Fase tonica: irrigidimento di tutti i muscoli scheletrici, possibile morso della lingua
  5. Fase clonica: convulsioni, contrazioni e rilassamenti alternati; «schiuma alle labbra» (saliva non deglutita)
  6. Fase di rilassamento / coma post-critico: rilassamento muscolare, sonno profondo, possibile perdita di urine e feci
  7. Lenta e progressiva ripresa della coscienza, con amnesia della crisi

Primo soccorso

  • Allertare il 112
  • Se possibile prevenire la caduta a terra
  • Allontanare gli oggetti pericolosi, attutire gli urti del capo
  • Slacciare cintura e cravatta
  • Soccorso psicologico e atteggiamento sereno al risveglio: il malato è esausto e dolorante
NON ostacolare i movimenti convulsivi · NON infilare le dita in bocca · NON cercare di risvegliarlo

Piccolo male

Esordio in età infantile. Brevi episodi di «assenza», ripetuti nel corso della giornata:

  • Non cade a terra
  • Perde il contatto con la realtà, sguardo fisso, non risponde
  • Possibili rapidi movimenti di palpebre e labbra
  • Può continuare le attività automatiche in atto
INTEGRAZIONE Convulsioni nei bambini Da febbre, disturbi digestivi, alterazioni del metabolismo. Il bambino si irrigidisce e si inarca, viso congesto o cianotico, occhi all'insù. Slacciare gli abiti, raffreddare con spugnature tiepide se c'è febbre elevata, ripulire la bocca dalla bava, ruotarlo di fianco in caso di vomito, portarlo in Pronto Soccorso.

Tavola riassuntiva delle posizioni

INTEGRAZIONE
PosizioneQuando
RCPIncosciente che NON respira
PLSIncosciente che respira: malori (non traumi cranio-vertebrali), avvelenamenti, ubriachezza, colpo di sole, colpo di calore, folgorato che respira, coma diabetico
Antishock
cosciente
Emorragie, ustioni, ferite e contusioni gravi, fratture gravi, avvelenamenti, spaventi; e nei pallori: lipotimia, collasso cardiocircolatorio, sincope
Antishock + PLSIncosciente in stato di shock
SemisedutaEmorragie delle parti alte, ferite e fratture del torace (sul lato leso), traumatizzato cranico cosciente, dispnoici, rossori al viso, infarto, edema polmonare acuto
Supina a gambe flesseFrattura di bacino, traumi o ferite all'addome
Due regole assolute
  • Il sospetto fratturato di colonna, di bacino e di arti inferiori non va MAI mosso.
  • Al traumatizzato cranico non si sollevano MAI gli arti inferiori.
14 Fratture e traumi · 23/10

L'apparato di sostegno e locomozione

  • Ossa: lo scheletro adulto ne conta circa 206. Funzione di sostegno, di protezione degli organi (cranio, gabbia toracica, colonna) e di leva per il movimento. Nel midollo osseo si producono le cellule del sangue.
  • Articolazioni: punti di unione tra due ossa, tenute insieme dai legamenti e rivestite dalla capsula articolare.
  • Muscoli: si attaccano alle ossa tramite i tendini e, contraendosi, producono il movimento.

La frattura

Interruzione della continuità di un osso, provocata da un trauma oppure da una malattia che ne ha indebolito la struttura (osteoporosi, tumori: in questo caso si parla di frattura patologica).

Classificazione

CriterioTipi
MeccanismoDiretta: l'osso si rompe nel punto in cui ha agito la forza.
Indiretta: si rompe lontano dal punto d'urto (cadendo sul palmo della mano si rompe la clavicola)
EntitàCompleta: l'osso è interrotto per tutto il suo spessore.
Incompleta (infrazione, «a legno verde» nel bambino): l'interruzione è parziale
Posizione dei monconiComposta: i due monconi restano allineati.
Scomposta: i monconi si spostano l'uno rispetto all'altro
Rapporto con l'esternoChiusa: la cute è integra.
Esposta: il moncone lacera la pelle e l'osso comunica con l'esterno — alto rischio di infezione e di emorragia

Una frattura può inoltre essere pluriframmentaria (più di due frammenti) o plurima (più fratture nello stesso soggetto).

Segni e sintomi

  • Dolore vivo, che aumenta con il movimento e alla pressione sul punto di frattura
  • Impotenza funzionale: il segmento non può essere mosso
  • Gonfiore, ematoma, arrossamento
  • Deformazione del profilo dell'arto, accorciamento, atteggiamento innaturale
  • Mobilità anomala e scrosci ossei: non vanno MAI ricercati
  • Nelle esposte: ferita, emorragia, moncone visibile
  • Possibile shock, soprattutto nelle fratture di femore e di bacino
Regola generale Ogni trauma agli arti va trattato come se fosse una frattura, anche in assenza di deformazione: solo la radiografia può escluderla.

Che cosa fare

  • Allertare il 112 e valutare le funzioni vitali
  • Controllo secondario: osservare, toccare, domandare
  • Sospettare sempre una lesione della colonna: prudenza
  • Non muovere l'infortunato se non è indispensabile; non raddrizzare mai l'arto, non ridurre la frattura
  • Immobilizzare nella posizione in cui si trova, bloccando l'articolazione a monte e quella a valle del focolaio
  • Prima di immobilizzare controllare il polso periferico, il colorito e la sensibilità a valle; ricontrollarli dopo
  • Togliere anelli, bracciali e orologi prima che compaia il gonfiore
  • Ghiaccio avvolto in un panno (mai a contatto diretto), per ridurre dolore e gonfiore
  • Nella frattura esposta: non toccare la sede della lesione né spingere dentro il moncone, coprire con garza sterile, controllare l'emorragia con la compressione a distanza
  • Niente da bere né da mangiare (possibile intervento chirurgico)
  • Coprire e tranquillizzare; sorvegliare le funzioni vitali

Immobilizzazioni di fortuna

Si usano stecche rigide (assi, giornali arrotolati, bastoni), imbottite e fissate con bende, cinture o cravatte, di lunghezza sufficiente a bloccare le due articolazioni vicine.

SedeImmobilizzazione
AvambraccioStecca dal gomito alla mano, poi braccio al collo con una benda triangolare
GomitoSi immobilizza nella posizione in cui si trova, piegato o disteso: non forzarlo mai
Spalla e clavicolaBraccio al collo e fasciatura che fissa il braccio al torace; un cuscinetto sotto l'ascella
CosteNessuna fasciatura stretta: posizione semiseduta sul lato leso, che fa da stecca e lascia respirare il polmone sano
Tibia-peroneDue stecche laterali dal ginocchio al piede, oppure legare la gamba lesa a quella sana con imbottitura in mezzo
FemoreStecca lunga dall'ascella al piede sul lato esterno e una interna dall'inguine al piede; alto rischio di shock
BacinoNon muovere mai. Supino a gambe flesse, un sostegno sotto le ginocchia; sospettare emorragia interna
MandibolaBenda che passa sotto il mento e si annoda sopra la testa, senza impedire l'apertura della bocca in caso di vomito

Altri traumi dell'apparato locomotore

LesioneChe cos'èPrimo soccorso
ContusioneIl classico colpo: le fibre non si rompono, ma il muscolo è schiacciato contro l'ossoImpacchi freddi 15–20 minuti ogni 2–3 ore, arto in scarico, riposo
DistorsioneMovimento che supera i limiti dell'articolazione: i capi ossei si allontanano e tornano subito in sede, con stiramento dei legamentiNon tentare manovre: immobilizzare l'articolazione nella posizione in cui si trova, ghiaccio, visita in Pronto Soccorso
LussazioneI capi ossei escono dalla loro sede e vi restano: dolore acutissimo, gonfiore, impotenza funzionale assoluta e immediata, deformità evidente, possibili formicoliiMai tentare di rimettere a posto: immobilizzare nella posizione trovata, ghiaccio, ospedalizzazione rapida — urgente se ci sono formicolii
Strappo / stiramentoLesione delle fibre muscolari per sforzo eccessivo o movimento bruscoImpacchi freddi 15–20 minuti ogni 2–3 ore, arto in scarico, riposo; non massaggiare a caldo; visita in Pronto Soccorso
CrampoContrazione involontaria e dolorosa, da affaticamento, freddo o perdita di saliStiramento lento del muscolo in direzione opposta alla contrazione, massaggio, bevande con sali

Sospetta frattura di colonna

Il rischio è la lesione del midollo spinale, con paralisi definitiva. Un movimento sbagliato può trasformare una frattura senza danno neurologico in una paraplegia.

Quando sospettarla

  • Dinamica dell'incidente: caduta dall'alto, tuffo in acqua bassa, incidente stradale, colpo di frusta, travolgimento, schiacciamento. La dinamica da sola basta a far sospettare la lesione, anche se il soggetto sta apparentemente bene
  • Dolore lungo la colonna, alla pressione sulle vertebre
  • Formicolio, insensibilità o impossibilità di muovere braccia o gambe
  • Perdita involontaria di urine e feci
  • Qualunque traumatizzato incosciente va considerato un potenziale leso midollare

Che cosa fare

  • NON muovere, non sollevare, non far alzare, non far camminare
  • NON mettere in PLS
  • Mantenere la testa allineata al tronco, tenendola ferma con le mani ai lati; non flettere, non ruotare
  • Allertare subito il 112 e dichiarare la dinamica
  • Coprire, tranquillizzare, controllare le funzioni vitali
  • Si muove solo se c'è pericolo imminente di vita (incendio, crollo, annegamento) o se bisogna praticare la RCP: in quel caso spostamento in asse, in più soccorritori

Il sistema nervoso

FunzioneChe cosa governa
Vita di relazione
sistema somatico
I rapporti con l'ambiente esterno: movimento volontario e sensibilità
Vita vegetativa
sistema autonomo
Le funzioni involontarie: battito cardiaco, respiro, digestione
  • Sistema nervoso centrale: encefalo (cervello, cervelletto e midollo allungato) e midollo spinale, contenuto nel canale vertebrale.
  • Sistema nervoso periferico: i nervi, che possono essere sensitivi, motori o misti.

È la ragione per cui un trauma al cranio o alla colonna è così temibile: il tessuto nervoso centrale non si rigenera.

Frattura del cranio e trauma cranico

Il cranio è una scatola rigida: qualunque raccolta di sangue al suo interno comprime il cervello e lo danneggia.

Le lesioni esterne

  • Contusioni del volto o del cuoio capelluto
  • Ferite del cuoio capelluto, che sanguinano molto
  • Tumefazioni del cuoio capelluto (il «bernoccolo»)
  • Fratture del cranio e fratture delle ossa facciali

Le lesioni esterne possono essere modeste anche quando quelle interne sono gravi: non è dalla ferita che si giudica un trauma cranico.

Le tre lesioni cerebrali (lesioni interne)

LesioneCaratteristiche
Commozione cerebraleLesione funzionale e reversibile: breve perdita di coscienza, confusione, amnesia dell'accaduto. Non lascia danni permanenti, ma va sempre valutata in ospedale
Contusione cerebraleLesione organica del tessuto nervoso: perdita di coscienza prolungata, possibili deficit neurologici
Ematoma / compressioneRaccolta di sangue che comprime progressivamente il cervello. È il quadro più insidioso, per via dell'intervallo libero
L'intervallo lucido (o intervallo libero) Dopo il trauma il soggetto perde brevemente coscienza, poi si riprende e sembra normale; dopo minuti od ore peggiora rapidamente fino al coma, perché l'ematoma si è ingrandito.
Per questo chiunque abbia battuto la testa va tenuto sotto osservazione per 24–48 ore e portato in Pronto Soccorso, anche se dice di stare bene.

Segni di sofferenza cerebrale

  • Alterazione della coscienza, sonnolenza, difficoltà a essere svegliato
  • Anisocoria (pupille di diametro diverso) o pupille che non reagiscono alla luce
  • Cefalea ingravescente, vomito a getto non preceduto da nausea
  • Otorragia, rinorragia e liquorrea: sangue o liquido chiaro (liquido cefalorachidiano) da orecchio e naso → frattura della base cranica. Non tamponare mai
  • Ecchimosi intorno agli occhi o dietro l'orecchio
  • Convulsioni, amnesia, paralisi, difficoltà di parola; polso lento e pieno
  • Nei casi gravissimi, esposizione di materia cerebrale

Che cosa fare

  • Valutare la dinamica dell'incidente; 112 immediato; trattare sempre come possibile trauma della colonna cervicale
  • Rivalutare le funzioni vitali nel tempo, non una sola volta
  • Garantire l'immobilità dell'asse testa-collo-tronco; se è incosciente e non respira, RCP
  • Cosciente: posizione semiseduta, capo e tronco leggermente sollevati
  • Incosciente che respira: PLS solo se è esclusa la lesione vertebrale, mantenendo testa-collo-tronco in asse
  • MAI la posizione antishock: sollevare le gambe aumenta la pressione dentro il cranio
  • Non tamponare orecchio e naso; coprire le ferite del cuoio capelluto, che sanguinano molto
  • Niente da bere, niente farmaci; tenere sotto controllo coscienza, respiro e pupille, annotando i cambiamenti